"E’ una scelta molto dolorosa - ribadisce Casanova - sia sul piano imprenditoriale sia sul piano affettivo. La mia famiglia è molto legata all’hotel Miami, che ha costruito e gestisce da più di 50 anni e che rappresenta un pezzo della nostra vita e della storia di Milano Marittima. Le altre attività, come il Pepeete Beach e Villa Papeete, sono cresciute nel tempo, affermandosi al top nel mercato delle località sia in Italia che all’estero. Non a caso, crescendo, il nostro gruppo dal 2001 ad oggi ha avuto un incremento del 100 per cento sulle risorse umane raggiungendo più di 400 dipendenti ai quali, ad oggi, non riesco ancora a garantire un’occupazione sia per la Pasqua sia per la stagione 2010.
"Mi dispiace di cuore - prosegue l'imprenditore - ma siamo giunti a un passaggio delicato e sono costretto ad assumere decisioni che non avrei mai voluto prendere in considerazione - continua Casanova - In questi anni, io e la mia famiglia, crediamo di aver dato un contributo allo sviluppo turistico di Milano Marittima e di Cervia. Crediamo di aver favorito lo sviluppo di strutture ricettive, bar ed esercizi commerciali, richiamando decine di migliaia di persone. L’immagine della nostra località ne è uscita qualificata a vantaggio di tutti e avremmo voluto continuare a farlo in sinergia con tutte le componenti economiche della città. Dopo l’episodio del 15 agosto, anche da me condannato, mi sono messo a disposizione per trovare una strategia comune per combattere quei deprecabili eccessi. Ma ora, visto il dibattito in corso che non guarda al futuro della nostra località, non ci sono più le condizioni per proseguire".