Ma perché è scoppiata?
“Perché in Italia ci sono troppi bigotti e troppi repressi che si sono permessi di infamarci. Ma noi non ci fermiamo”.
Non vi fermate?
“No, ci difenderemo”.
Da cosa?
“Dagli insulti gratuiti. Difenderò fino alla morte il manifesto”
Ma lei è solo una modella che riempie il manifesto, mica l’ha ideato lei.
“E questo cosa significa? Ho posato per quella campagna perché condivido il suo messaggio”.
E quale sarebbe?
“L’idea è quella di rappresentare le università romagnole come quattro eroine femminili a sottolineare quanto è forte il potere delle donne nell’università, una specie di sfida al mondo”.
Molti non l’hanno interpretato così.
“I soliti quattro gatti”.
A dirla tutta anche la stessa università ha avuto qualche imbarazzo in questa vicenda.
“Appena scoppiate le polemiche si sono allontanati. Mi aspettavo maggiore appoggio da chi ha voluto la campagna ma anche da chi l’ha ideata. Ci hanno lasciate sole a prenderci insulti di ogni tipo”.
Veline ad esempio?
“No”.
Non si offende se la chiamano velina?
“Io sono nata velina, sono velina nell’anima. Perché dovrei offendermi?”.
Allora cosa la offende?
“Mi offendono di più le ragazze grasse che invece di uscire di casa e godersi la vita se ne stanno chiuse dentro a insultare noi”.
Lei studia?
“Biologia fisiopatologica, sono al quarto anno. Non sono senza cervello”.
E intanto fa anche la modella.
“E anche la cubista, ci tengo”.
Modella, cubista e studentessa di biologia…
“Fisiopatologica”.
Sì, certo. Modella, cubista e studentessa di biologia fisiopatologica. Da grande cosa vuole fare?
“Non sono ingenua, so che potrò fare la modella fino a quando il corpo reggerà. Per questo studio, ho un sogno”.
Possiamo saperlo?
“Sogno di lavorare come ricercatrice nell’ambito delle cellule staminali per poter consentire ai trans operati che sono diventati donne a tutti gli effetti di poter avere dei figli. Ci tengo molto, ho diversi amici trans”.
Come è finita dentro quel manifesto con quella tutina bianca e una scritta Rimini sul seno?
“Il mio agente mi ha chiamato e mi ha detto che cercavano quattro belle ragazze per una campagna pubblicitaria dell’università romagnola. Sono andata a Forlì con le altre tre e abbiamo fatto gli scatti. Fine”.
Crede che la campagna abbia funzionato?
“L’aumento delle iscrizioni di chi è merito? Solo nostro. Dovrebbero ringraziarci invece ci prendiamo gli insulti”.
Ma non la stupisce che un soggetto come l’università ricorra a quattro veline per promuoversi?
“Non facciamo gli ipocriti: le università sono delle imprese, le iscrizioni sono un business e quando c’è da fare del business si ricorre spesso al corpo femminile”.
Allora cambio la domanda: non la stupisce che per fare business si strizzi l’occhiolino a tette e culo?
“Ma lo sappiamo tutti che un pelo di gnocca tira più di un carro di buoi”.
Questo significa mercificare il corpo.
“Certo, fare la modella è questo. Nel mio lavoro io vendo la mia immagine, sfrutto il mio corpo. Ne sono consapevole e non ci vedo nulla di male ”.
Domani andrete in studio a Domenica In da Massimo Giletti. Cosa farete?
“Difenderemo il nostro manifesto. Da vere eroine”.
Andrea Alberizia