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Notizia del 04/02/2010 - 16:11


Romagna - Tattoo: pirati in azione


Troppi operatori senza professionalità sul mercato aumentano i rischi legati a queste pratiche. Capezzoli, genitali e palpebre: banditi i piercing a Rimini.

ROMAGNA - Al Comune di Rimini è in fase di approvazione un regolamento che normativizzi la pratica di tatuaggi e piercing. Vietati interventi alle parti genitali, ai capezzoli e alle palpebre; obbligo di attestato di frequentazione corsi ausl; divieto ai minori senza consenso dei tutori. In Italia non esiste una regolamentazione nazionale, la legislazione in merito è affidata alle singole Regioni e ai Comuni. La Romagna si sta attrezzando. Ma cosa ne pensano i tatuatori di questa tardiva rivoluzione in atto?

"Piercing ai genitali sono richieste rare - ammettono da Shanga Tattoo & Dharma Body-Piercing di Cervia - ma ai capezzoli sono all'ordine del giorno, come per sopracciglie e palpebre. Il problema è che c'è troppa gente che opera senza professionalità. Purtroppo basta poco per aprire uno studio di tatuaggi e piercing. Questi sono interventi che, se eseguiti con le dovute precauzioni e professionalità, non comportano rischi. Eseguiti diversamente, possono provocare conseguenze gravi". "Al momento non è obbligatorio avere licenze. In Emilia Romagna per aprire uno studio di tatuaggi - proseguono - serve frequentare un corso, ma di fatto non ne esistono. Solo ultimamente si stanno attivando a Rimini".

Al Shanga Tattoo & Dharma Body-Piercing non nutrono dubbi in merito: "Per interventi di un certo tipo (e lì ne fanno parecchi, esemplare un tatuaggio allo scroto ndr) serve professionalità".

DA CERVIA A FORLì. Il parere ci giunge da una dermopigmentatrice, titolare di un centro estetico del forlivese. "Serve assolutamente una legge in Italia - conferma - Occorre più informazione per chi si rivolge ad un tatuatore e più professionalità per chi opera". "Una volta bastava un'auto certificazione, un'assunzione di responsabilità sull'utilizzo di materiale usa e getta in condizioni ambientali idonee da un punto di vista igenico". "Non esistono corsi specifici. Io ne frequentai uno presso l'Ausl di Latina di 90 ore. Ora a Forlì ne stanno attivando uno, previsto a novembre, dovrebbe iniziare a metà febbraio". "Una cosa è certa: se fatti da professionisti i rischi sono minimi".Da

DA FORLì A RAVENNA. "Innanzi tutto non capisco perché siano sempre affiancati piercing e tatuaggi. Sono cose diverse e solo un 10% dei tatuati possiede anche un piercing. Detto ciò, un intervento legislativo è quantomai necessario". A commentare il regolamento comunale promosso dall'amministrazione di Rimini è Elio Malaguti, noto tatuatore ravennate, da tempo ritiratosi dalla professione. "Io ho sempre evitato i piercing, troppo invasivi e per nulla simili al tatuaggio. L'unico rischio che si può correre in questo contesto è affidarsi ad un pirata. Consegnarsi a chi improvvisa questo mestiere senza conoscerne le regole". "A Ravenna basta fare domanda al Comune, attendere la visita degli ispettori dell'ausl per le norme igeniche dello studio e il gioco è fatto. Se poi tu non hai mai fatto un tatuaggio non è un problema. Gli stessi corsi organizzati dalla ausl non prevedono insegnamenti sul come fare i tattoo, si basano sul rispetto delle norme igeniche".

 

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