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Notizia del 19/03/2010 - 10:26
Romagna - Celli e i rottami della televisione
Il direttore della Luiss, ex dg della Rai, riflette sulla formazione
ROMA - Pier Luigi Celli è l’attuale direttore generale dell’università Luiss Guido Carli, ma ha ricoperto e ricopre importanti incarichi di vertice. È stato infatti anche direttore generale della Rai, e forse anche con questa esperienza alle spalle ci concede una riflessione senza peli sulla lingua che parte dal mondo televisivo.
Siamo nel pieno dell’era dei reality show. Qual è il suo giudizio?
“Quando ero direttore generale della Rai, il Grande Fratello lo avevano offerto a noi, e io dissi: no, non è da servizio pubblico. Poi sono andati a prendere l’Isola di Famosi, che è ancora peggio. Io non l’ho voluto fare, il Grande Fratello, però poi mi sono preso le batoste di audience”.
Ma se l’audience è l’unico metro di giudizio di un programma televisivo, prima o poi arriveremo al porno in prima serata...
“Ci sono vicini, molte cose sono peggio del porno”.
Non trova che la tv, ed in particolare i reality, stiano creando delle distorsioni non da poco nella selezione del nostro “pantheon”, dei nostri modelli, e anche della nostra classe dirigente?
“La grande illusione dei giovani è quella: o fanno i calciatori, o fanno le veline… uno che ha fatto il tronista dalla De Filippi guadagna 7000, 8000, 1000 euro al mese. Ma sono carriere bruciate dall’inizio. Sono rottami che girano intorno alle sedi televisive pietendo una particina da qualche parte, in una qualche trasmissione. Un caravanserraglio di personaggi, che in genere finiscono tutti nella droga. Quello è un lavoro che deve fare solo chi ha davvero la vocazione, e deve farlo in grande. Ma è uno su mille. E poi si sono sempre gli stessi, da anni quelli che sono un certo livello, che poi non danno spazio. Abbiamo ancora Pippo Baudo... Uno che invece va a lavorare, ne prende 1000 al mese. Un ingegnere meccanico alla prima occupazione prende 1000 euro”.
Lei comunque si è sempre occupato molto di classe dirigente. Ora da direttore della Luiss Guido Carli si occupa di crearne una, al di là e al di sopra di questo fenomeno televisivo che denuncia?
“Ci sono certe cose che si possono fare solo in alcune facoltà e non in altre. Ad esempio economia, che in molte università c’è, ma in inglese c’è solo da noi e alla Bocconi. Tutto un intero corso di economia in lingua inglese. Se uno vuole lavorare nella pubblica amministrazione, nel governo, nelle istituzioni, scienze politiche deve venire a farla da noi. Abbiamo appena aperto la school of government, la prima in Italia, inaugurata dal presidente della Repubblica, sul modello di quella americana, la Jfk di Harvard, ed è una cosa che c’è solo da noi. Per ricoprire i posti di dirigenza nei partiti, delle istituzioni, nel governo. Queste cose qui funzionano, più da noi che da altre parti, perché siamo un’università piccola. Abbiamo 7000 studenti, e non ne prendiamo di più. Ogni anno abbiamo lo stesso numero di matricole, 1250, e li possiamo curare uno ad uno. Io li vedo ogni giorno, singolarmente, a gruppi. Se uno non dà esami per due sessioni di seguito io lo chiamo e voglio sapere, e a seconda dei problemi lo assegno a qualcuno, finché non riesce a dare gli esami. Questa è la cura delle persone, che distingue una buona università. Istruzione, la parte relazionale, l’aspetto sanitario, la parte famigliare, per cui i rapporti con le famiglie sono continui. Noi li accompagniamo al lavoro. Ho chiamato una cinquantina di dirigenti che sono andati in pensione da grandi incarichi e ho fatto loro questo ragionamento: avete guadagnato un sacco di soldi nella vostra vita, adesso vi state annoiando, datemi una decina di giorni all’anno e vi do due o tre persone dell’ultimo anno da seguire, e voi le aiutate a capire che cos’è il mondo del lavoro. Perché altrimenti il mondo del lavoro non lo capiscono. Poi abbiamo dottorati, Nba, executive Nba, scuole di specializzazione, la scuola di giornalismo più vecchia d’Italia. E poi c’è la scuola di scrittura, e lì in due anni c’è chi si specializza nell’editoria, nel cinema, della televisione, nella fiction, nel web. Ci sono dei professori straordinari: il direttore e il premio Campiello Roberto Cotroneo, Camilleri, la Wertmuller, e poi sceneggiatori… ”.
Paolo Gambi

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