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Notizia del 17/12/2009 - 01:38


Una notte tra i clochard riminesi


Romagnanoi.it ha accompagnato i volontari dell'associazione Papa Giovanni XXIII nel loro giro notturno per portare conforto a chi trascorre la notte all'addiaccio. Quella di Luigino, imprenditore caduto in disgrazie, č solo una delle tante storie di chi, per scelta o per necessitā, si ritrova confinato ai margini della societā. E capita pure che, nel solito giro, qualcuno manchi all'appello: č il caso di Toro, arrestato in mattinata

RIMINI - Sono da poco passate le 22 di mercoledì, la colonnina di mercurio segna un grado sopra lo zero e, quando ormai la maggior parte delle persone sono chiuse in casa al caldo, un gruppo di volontari dell'associazione Papa Giovanni XXIII inizia il suo giro serale nei gironi infernali dell'emarginazione. Un tour viaggio che li porterà negli angoli dimenticati della città per aiutare, chi per scelta o necessità, si ritrova ai margini della società.

L’appuntamento con i volontari della Papa Giovanni XXIII è davanti alla stazione ferroviaria di Rimini: arrivano carichi di coperte, tè caldo e qualcosa da mangiare e, subito, parte la ricerca dei senzatetto che qui si ritrovano d’inverno per cercare di difendersi dai rigori del gelo. Nel piazzale della stazione si riunisce un piccolo capannello di persone, tutte con una storia da raccontare: chi ha perso il lavoro, chi ha divorziato, stranieri con piccoli problemi con la giustizia. Tutti, però, hanno una cosa in comune: non hanno un tetto sotto cui ripararsi: dormono dove possono, sui treni o nelle sale d’aspetto, avvolti nelle coperte o nei cartoni per difendersi dal freddo.
 
Si ascoltano le loro storie, ci si informa sulla loro salute, si chiedono aggiornamenti sui loro compagni di sventura che, già da qualche giorno, magari non si sono fatti vedere. Per tutti c’è una parola di conforto e, oramai, ci si conosce per nome.
 
Il giro che i volontari fanno il mercoledì e il venerdì, dalle 22 fino a oltre la mezzanotte, è proprio per cercare gli irriducibili: quelli che, nonostante il freddo sempre più pungente, vogliono comunque dormire all’addiaccio nonostante gli inviti a trasferirsi nella Capanna di Betlemme per la notte. Chi incontriamo durante questa notte, nonostante la minaccia costante della neve, ha già rifiutato l’invito a salire sul pulmino della Papa Giovanni che, alle 19, si ferma alla stazione per accompagnare i senzatetto in un posto al caldo.
 
La pizza e il tè che i volontari hanno portato per loro finiscono in fretta e, con i piccoli fiocchi di neve che iniziano a cadere, è arrivata l'ora di salutarsi: giusto il tempo per darsi l’appuntamento per la notte successiva e, per i volontari, è il momento di muoversi perchè c’è da andare a trovare quelli che dormono all’aperto per portare loro un po’ di conforto.
 
Ci si trasferisce a Marina Centro: qui, a pochi passi da dove si saluterà il nuovo anno, dorme Luigino. Lo troviamo rannicchiato sotto un portico nei pressi del Teatro Novelli. Dorme da solo, avvolto tra le coperte che, come ci dirà poco dopo, ha trovato lui stesso per terra portate dal vento. In un’altra vita Luigino, riminese prossimo ai 60 anni, era un imprenditore e possedeva un bar. Poi i problemi familiari lo hanno portato a vivere in strada. Fino a poco tempo fa dormiva sotto gli androni del Teatro Novelli, ma è stato fatto sloggiare. Ha deciso però di rimanere in zona e si era sistemato nella rientranza di un palazzo poco distante ma, i proprietari, hanno chiuso l’accesso con una rete metallica e, adesso, dorme per terra all’aperto.
 
I volontari insistono: deve smettere di dormire all’aperto, il freddo si fa sentire e, pian piano, inizia a nevicare. Luigino non vuole saperne: quello è il suo posto e non lo cambierebbe per nulla al mondo. Mentre beve il suo the caldo, passa una pattuglia in borghese della Polizia Municipale: anche loro devono sapere che lì vive un senzatetto e, insospettiti dal gruppo di volontari, si fermano per un controllo; temono che sia un gruppo di ragazzi pronto a fare un brutto scherzo al clochard che, già un’altra volta, è stato picchiato e derubato. Vista la situazione, anche gli agenti provano a convincerlo a lasciare il suo porticato per trasferirsi in un posto al caldo, ma Luigino - ostinato e irremovibile - non ne vuole sapere e, nonostante continui a scendere dal cielo una pioggerellina ghiacciata, lui vuole rimanere lì.
 
Ai volontari non rimane altro da fare che regalargli un’altra coperta e farsi promettere che, la prossima volta, andrà con loro alla Capanna di Betlemme.
 
Sono oramai le 23.30 e c’è ancora un giro da fare: si deve andare in un albergo diroccato di Marina Centro per vedere come sta un altro clochard. In questo caso si tratta di uno straniero, soprannominato Toro, che i volontari conoscono bene. In passato, si sono già adoperati per fargli ottenere il permesso di soggiorno. Tra i ruderi del vecchio hotel, tracce di vita quotidiana. Toro ha cercato di chiudere il sottoscala con dei teli per proteggersi dal freddo e ha impiantato un fornello ad alcol per scaldarsi il pasto.
 
All’interno di questo pertugio i volontari trovano cinque stranieri ma, di Toro, nessuna traccia; sono proprio i suoi amici a dare la brutta notizia: è stato arrestato in mattinata dai carabinieri e portato in caserma. Anche per i residenti del vecchio albergo ci sono parole di conforto, qualche coperta in più e quel che rimane del the caldo.
 
La mezzanotte è oramai passata e la neve viene giù sempre più fitta: per i volontari della Papa Giovanni XXIII è l’ora di tornare a casa; rimane il tempo per qualche battuta e per darsi l’appuntamento per il giro del venerdì sera per portare un po’ di conforto ai clochard riminesi.
 
Tommaso Torri

Commenti

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 (31.12.2009 - 02:57) 
davide.caminati   Rispondigli
Complimenti per la buona Volonta' dei Ragazzi della Papa Giovanni XXIII. a loro e a tutti i senza tetto auguro un buon anno.


 

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