News
Sport
Economia
Lifestyle
Cultura ed eventi
Mediagallery
Meteo e Turismo
Dai Partecipanti
Romagna Italia/Estero Forli Cesena Ravenna Rimini San Marino Imola
News



Invia ad un amico

Scrivi ad autore

Scarica articolo in PDF

Stampa articolo

Condividi su facebook

Letto  882  volte  |  Post  0  

Notizia del 07/01/2010 - 14:42


Siae: un percorso tra la confusione


Matasse giudiziarie, balzelli, normative nebulose e, soprattutto, tanta confusione. Alcuni articoli per farsi un'opinione

RIMINI - Mi sono occupata di numerose questioni controverse nell’ambito delle tematiche delle nuove tecnologie, con particolare riguardo ai giovani ed alle forme di comunicazione che loro prediligono. Fra i sassolini che mi vorrei togliere dalla scarpa in questo inizio decennio, ce n’è uno particolarmente doloroso che riguarda la SIAE, la società italiana che pretende di tutelare il diritto d’autore.

Un mio studente, fra i più brillanti laureandi che ho avuto la fortuna di affiancare come correlatrice per la stesura della sua tesi di laurea, un brillantissimo musicista promotore in Italia del movimento 8 bit, quella corrente di musica elettronica che utilizza le tecnologie degli anni 80 del secolo scorso, ha preso a cuore la questione delle licenze da DJ che la SIAE sta promuovendo, con strategie a dir poco balzane e discutibili. Come molti di voi sapranno, essendo la musica da ballo una delle peculiari risorse della Riviera, i DJ che mettono la musica nelle discoteche devono compilare alla fine delle serate un programma musicale in cui scrivono i titoli dei brani trasmessi (questo succede anche per tutti i programmi radiofonici). La SIAE, in un mondo perfetto, dovrebbe recepire questi programmi, e retribuire i musicisti di cui sono stati trasmessi i brani dei diritti d’autore maturati dalle trasmissioni o esecuzioni. Ho detto in un mondo perfetto, perché purtroppo questo non accade.

Frequentemente i musicisti non vedono il becco di un quattrino dalle trasmissioni dei loro brani, tanto che mio marito, musicista e DJ anche lui, decise di iscriversi (il libero mercato lo permette) alla teutonica GEMA, invece che all’italiana SIAE, avendo la prova che dai tedeschi i cespiti dai diritti di trasmissione arrivano con puntualissimi bonifici semestrali, mentre dalla società italiana non si vede regolarmente mai niente, e questo è uno dei grandi misteri italiani.

Il 3 Dicembre la SIAE ha diramato un comunicato stampa sulla introduzione della particolare licenza da DJ, che verrà rilasciata solamente con procedura on-line, e che prevede delle forme particolari di pagamento dei diritti (e di retribuzioni per gli autori). Spiegata in soldoni, ultimamente i DJ utilizzano spesso il computer e gli MP3 per poter mixare i propri brani durante le loro serate, e la SIAE appone il famoso bollino su ogni (cellophane di custodia di) disco di vinile o CD o musicassetta. Se arriva un controllo della SIAE nel locale ed il DJ risulta sprovvisto dei bollini dei supporti che sta utilizzando (e vi sfido a trovarne uno anche in casa: ripeto, spesso la SIAE li appone sul cellophane che riveste il CD al momento dell’acquisto, quello che buttiamo via quando apriamo i CD), deve pagare delle fortissime multe, sia il locale che il DJ.

La nuova licenza della SIAE impone ai DJ che vogliono usare delle copie lavoro (in computer o facendo delle copie su CD vergine) dei loro amati dischi, abbiano la possibilità di trasmetterli al pubblico nei locali da ballo pagando on-line una tassa di circa 200 Euro. Se arrivasse un controllo nel locale durante una serata al DJ che utilizza queste copie lavoro, e lui risultasse fra i paganti della nuova licenza, per lui il controllo non verrebbe effettuato. Il discorso sembra buono ed animato (sicuramente) delle migliori intenzioni. Ma purtroppo lascia aperte delle questioni a cui la SIAE avrebbe dovuto assolutamente pensare. La prima questione è quella delle cattive intenzioni. Se il controllo non viene effettuato, per coloro che pagano il balzello, sembrerebbe quasi trattarsi di una licenza di scaricamento illegale: il DJ potrebbe essersi scaricato il mondo dai sistemi di download peer-to-peer, non avendo pagato i diritti d’autore e i diritti fonomeccanici per i musicisti che ha scaricato (e non acquistato), e quindi esisterebbe una sorta di tacito assenso da parte della SIAE su come il DJ potrebbe essersi procurato le copie digitali dei brani che sta trasmettendo o che possiede.

Questo tacito assenso è sicuramente una mia impressione, e sbagliava sicuramente Giulio Andreotti quando diceva che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca, fatto sta che la SIAE ha lanciato con comunicato stampa del 15 Luglio 2009 il progetto Legal Bay. Abbiamo già parlato di Pirate Bay, il più grande sistema di ricerca di file torrent (la compressione che permette anche a film o cd di diventare scaricabili via Internet). Tramite questo portale della SIAE, Legal Bay, si potrebbero scaricare da Internet in maniera sicura e del tutto legale opere d’ingegno in formato digitale, pagandole in tutta sicurezza. Chi gestirebbe la piattaforma? Gli operatori telefonici, e l’annuncio dell’11 dicembre dell’introduzione di un canone telefonico per gli audiovisivi lascia interdetti. Pare che gli operatori telefonici, non paghi dei cespiti della nascente legal bay, vogliano far pagare nel canone anche una percentuale per le attività di scaricamento che il mezzo telefonico permettrebbe (collegamento ADSL, Internet veloce etc). La stessa logica che spingeva prima del digitale terrestre la RAI a voler far pagare il canone a tutti coloro che possedevano una televisione o una radio, ipotizzando che con quel mezzo si potessero fruire i programmi della RAI. Come vedete, passano gli anni, passano i decenni, ma certe logiche non tramontano.

Simona Caraceni

Commenti

Clicca le freccette () di fianco al nickname e rispondi direttamente alla persona alla quale vuoi rivolgerti

-- Nessun commento nel blog --
INSERISCI UN COMMENTO
 
Loggati o registrati per commentare l'articolo
 Argomento: Siae e diritti digitali








Copyright 2009 © BELLA STAMPA SRL | P.IVA 03363930409 | Disclaimer | Profilo
RomagnaNOI.it č una testata giornalistica registrata al Pubblico Registro della Stampa al Tribunale di Rimini (n. 669/2009) del 18/05/2009
Direttore Responsabile Franco Fregni