Si conclude quindi una storia iniziata nel 1929 con la realizzazione dell'aeroporto - inizialmente denominato "campo di fortuna" - e implementata nel 1956 con il trasferimento della 5° Aerobrigata e i suoi tre Gruppi di volo. Nel 1954 venenro assegnati alla base riminese i celebri F-104 Starfighter come cacciabombardieri ognitempo Strike. Alla fine degli anni '60 la 5° aerobrigata venne sciolta per ricostituire sulla base di Rimini il 5° Stormo Caccia Bombardieri. Durante la Guerra Fredda si inseriscono, a partire dal 1979, i servizi di allarme del 23°, successivamente denominati “ready in five” (pronti in cinque primi al decollo), e l’anno seguente la Combat Readiness CBOC/CBOC del 102°. A partire dalla prima metà degli anni ’80, sulla base riminese inizia ad operare il 3° Gruppo di Volo: l'83° SAR (ricerca e soccorso) equipaggiato con elicotteri HH-3F. Il progressivo ridimensionamento dell’impegno dell’Aeronautica Militare sulla base di Rimini ha inizio con il trasferimento del 102° Gruppo CBO sulla base di Ghedi (BS), nel settembre 1993, per la riconversione sui più recenti ed efficienti PA-200 (Tornado) e con il trasferimento a Cervia del 5° Stormo, il 15 marzo 1995, contestualmente allo spostamento del 23° Gruppo CIO. Viene così costituito sotto la stessa data il Comando Aeroporto Rimini.
“Rimini, un tempo, era la sede di un importante Stormo – spiega nel suo discorso il colonnello Daniele Telesca comandante della base – e col primo settembre inizierà la fase finale per il rischiaramento a Cervia”.
“Il processo di smilitarizzazione – spiega il colonnello Telesca – è iniziato nel 1995 con il rischiaramento del 5° Stormo a Cervia effettuato per ridimensionare i costi di gestione. La situazione della base riminese è molto particolare in quanto sono attivi tre sistemi interforze con la parte dell’aeronautica militare, del C-Sar e dell’Esercito; con la partenza dell’aeronautica tutte le strutture presenti passeranno in gestione all’Esercito tranne quei servizi indispensabili per la navigazione aerea: il radar, la torre di controllo e la stazione meteo fino al subentro effettivo dei civili dell’Enav”.
I primi a lasciare l’aeroporto militare saranno i mezzi e gli uomini dell’83° Sar, con i loro elicotteri HH-3F utilizzati per la ricerca e il soccorso sia in mare che in montagna, che verranno rischierati a Cervia insieme al Comando di Stormo che si sposterà da Pratica di Mare.
“Come aeronautica abbiamo svolto un servizio all’interno dell’aeroporto riminese che è stato certificato con i massimi standard europei – conclude il colonnello Telesca. – Gli uomini dell’aeronautica sono stati addestrati per anni a rispondere tempestivamente, sotto una rigida gerarchia, a tutte le emergenze che si potessero verificare all’interno dell’aeroporto che adesso dovranno essere rimpiazzati da operatori civili”.
Tommaso Torri