L'appuntamento è davanti alla questura. Si attraversa il centro storico per poi puntare alla zona mare lungo i viali delle Regine e, già alle 22.30, ci si blocca con i lampeggianti accesi nella zona di Marebello - davanti all'Istituto tecnico turistico "Marco Polo" - per il primo controllo. Ad essere fermata è un'italiana di 30 anni che reagisce subito stizzita al fermo delle divise: ad innervosirla sono, soprattutto, le telecamere e i flash dei fotografi che riprendono il lavoro dei poliziotti tanto che, ad un certo punto, cerca di scattare per afferrare una telecamera ma viene prontamente bloccata dalle divise. Il controllo dei documenti da parte degli agenti fa emergere che, a suo carico, sono già stati emessi due fogli di via dal territorio riminese; ai poliziotti non resta altro da fare che caricarla su una delle volanti che l'accompagnerà in questura.
Il gruppo delle pattuglie rimaste prosegue il controllo del territorio. Si arriva fino al confine con Riccione per poi immettersi sull'Adriatica in direzione di Ravenna fino ad arrivare a Viserba sempre controllando piazzole e parcheggi dove, solitamente, va in scena il carosello del sesso a pagamento.
Lungo la statale 16 tutto sembra essere tranquillo. Sono oramai le 23.30 e la pattuglia torna nella zona mare e, sempre a Marebello, scatta il secondo fermo. All'altezza del Bagno 131 un transessuale scorge le volanti e scappa in direzione della battigia; gli uomini della polizia inchiodano e iniziano l'inseguimento del fuggitivo che viene bloccato tra le cabine pochi stabilimenti oltre. Dal controllo di rito emerge che è clandestino quindi scatta il fermo e l'accompagnamento in questura.
L'orologio segna le 23.45 e, per le due pattuglie rimaste, è quasi ora di rientrare. Ma c'è giusto il tempo per un altro controllo nella zona di Marina Centro; qui, in viale Dardanelli, l'attenzione delle divise viene attirata da una donna cinese. Anche per lei i documenti non sono in regola e raggiunge le altre due.
Poco dopo mezzanotte anche le pattuglie rimaste tornano in questura. In ufficio ci sono tutte le formalità di rito che attendono di essere archiviate.
Tommaso Torri