La Cgil preoccupata per la situazione delle aziende e per i dipendenti ravennati. In Provincia, circa mille impiegati
RAVENNA - Preoccupa l'annuncio di Poste Italiane di oltre 10mila esuberi tra gli addetti al recapito e logistica. E a Ravenna è il segretario provinciale della Slc Cgil Raffaele Vicidomini che mette in chiaro qual'è la situazione nella Provincia: circa 800 dipendenti che temono per il posto di lavoro.
Due le considerazioni fatti da Vicidomini: "Questa operazione ci sembra frutto di un mero calcolo matematico in cui si rischiano di sacrificare professionalità e competenza sull'altare del solo abbattimento dei costi fissi". "A ciò si aggiunge l'idea aziendale di una separazione dell'attività bancaria dai servizi di recapito posta che fa nescere dubbi sul fatto che questo sia il primo passo verso la liquidazione dei servizi di recapito in vista della liberalizzazione del mercato prevista dal 2011".
Sullo stesso piano la situazione di Telecom Italia - che a Ravenna conta circa 170 lavoratori - e del debito finanziario dell'azienda di oltre 35 milioni di euro. "Preoccupa - prosegue Vicidomini - il rinvio del bilancio e del piano industriale. Se a questo aggiungiamo che in seguito al possibile matrimonio di affari con la spagnola Telefonica si possa mettere in discussione il mantenimento del controllo della rete, è evidente lo stato di allerta in cui versano sindacati e lavoratori per i possibili riflessi anche occupazionali”.
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