L’intesa prevede la suddivisione delle varie tranche derivanti dalla cartolarizzazione dei crediti da 1,9 miliardi di euro di Delta. La Cassa di Risparmio dovrebbe accollarsi il 62%, lasciando agli altri istituti il restante 38%. Si tratta, commenta Tito Masi di “una soluzione equilibrata”. Infatti, chiusa la questione del piano di ristrutturazione di Delta, entra nel vivo la vendita a Intesa Sanpaolo di alcuni asset della holding bolognese.
Carisp e Intesa San Paolo si incontreranno nei “prossimi giorni”, rivela Masi, per entrare nel vivo della trattativa. Ma certamente l’accordo di lunedì segna un passo importante, dato che Intesa Sanpaolo l’aveva posto tra le condizioni per chiudere l’affare, assieme al mantenimento della stabilità patrimoniale della parte di gruppo che resterà sotto il controllo Carisp. Il gruppo italiano è infatti interessato solo ad alcune parti di Delta, in particolare la rete di vendita, concentrata nelle due società Rete Plus e Carirete, che significano 50 filiali e 170 dipendenti, Bentos Assicurazioni e Sedici Banca.
Dismessa Delta, scatterà la terza tappa, quella che prevede il rafforzamento patrimoniale di Carisp per assicurarle stabilita’ e futuro. Tappa divisa in due parti: un aumento nominale del capitale sociale, ora di 350 milioni di euro, da 100-150 milioni, cui corrisponde un incremento effettivo del patrimonio, attualmente di 525 milioni, di 150-225 milioni, rivolto esclusivamente a soggetti sammarinesi, istituzionali e privati. E un prestito obbligazionario da circa 200 milioni di euro, con rendimenti interessanti. Del tema si parlerà sabato nell’assemblea dei soci Sums.