SAN MARINO - A giudicare dalle “recensioni” ricevute dalla stampa nazionale italiana, pare che le trattative per risolvere la vendita di Delta abbiano fatto un incoraggiante passo in avanti. Il 31 marzo scadevano i termini della moratoria da parte delle banche creditrici e tutto fa presagire che il piano B, messo a punto dai tre commissari di Bankitalia, Bruno Inzitari, Enzo Ortolan e Antonio Taverna, abbia incontrato il favore delle banche creditrici. Al punto che per il Messaggero si aprirebbe così la strada “per l’estensione della moratoria sui crediti fino al prossimo 31 luglio: quattro mesi in più per trovare una soluzione che dia una prospettiva al gruppo e ai suoi 900 dipendenti”.
Il piano prevede la costituzione di una newco partecipata dalle banche creditrici. Al momento, fanno trapelare fonti sammarinesi, “si è raggiunto il 60 per cento delle adesioni, quelle necessarie per fare partire il piano, ma l’obiettivo di Bankitalia è di giungere al 100%”. La governance della newco è stato uno dei temi dell’incontro tra i maggiori creditori
italiani (Bnl, Bper, Banco Popolare e Unicredit) con la Cassa di San Marino. La newco, sottolinea Il Sole 24 Ore Radiocor
gestirà i crediti del gruppo, gli incassi e il contenzioso. E dovrà anche avere manager bancari all’altezza del compito.
Secondo fonti a conoscenza del dossier sul portafoglio dei crediti Delta “non c’è un rischio reale: la perdita sul portafoglio è fisiologica”. Le svalutazioni sui crediti fatte dai commissari (20% secondo indiscrezioni) sono giudicate molto prudenziali alla luce della qualità e delle caratteristiche della clientela del gruppo Delta che sul mercato italiano è riconosciuto come un gruppo con un buon know-how. Nella partita ha giocato un ruolo fondamentale la moral suasion esercitata dalla Banca d’Italia nell’incontro organizzato la scorsa settimana a palazzo Koch.
Stando sempre alle indiscrezioni stampa italiane se la Cassa di Risparmio vede ridurre i suoi impegni, le altre benché sammarinesi con l’entrata del piano B si troverebbero a sostenere una parte più onerosa. L’accordo che evita la liquidazione coatta di Delta, una volta che sarà ufficializzato, sarà un elemento importante per vendere la holding di credito al consumo, partecipata dalla Carisp, a Intesa Sanpaolo oppure ad altre banche estere contattate e potenzialmente interessate a rilevare alcuni asset.