Vietarne l'utilizzo ai minori di 6 anni e programmare intervalli proporzionali alla durata del film. Il documento ministeriale segue il caso di una grave infiammazione subita da una bambina a Milano dopo la proiezione di "Alice in the wonderland"
ROMA - Rappresenta la nuova frontiera del cinema, ma secondo il Consiglio superiore di sanità, in determinati casi può comportare rischi per la salute. E' scontro sulle proiezioni cinematografiche in 3d e in particolare sugli occhialini indispensabili per assistervi. Una circolare del ministero della Salute prevede che i film in 3D siano vietati ai minori di 6 anni, che gli occhiali siano monouso e che sia fissato un intervallo proporzionato alla durata del film.
Ma i titolari della sale non ci stanno, parlano di allarmismo ingiustificato, e spiegano: gli occhiali monouso non si possono utilizzare in tutti i cinema e il provvedimento potrebbe portare alla chiusura del 50% delle sale. Immediata la reazione del Codacons: "Siamo pronti a fare ricorso se non sarà seguito il parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità. La salute degli spettatori viene prima degli interessi economici". Intanto la Società oftalmologica italiana ridimensiona il problema e assicura che il 3d non è pericoloso se si rispettano alcune norme, prima di tutto quelle igieniche. Il caso è esploso dopo che, alcuni giorni fa, una bimba di tre anni ha riportato una fortissima infiammazione all'occhio sinistro dopo aver visto del film "Alice in the Wonderland" di Tim Burton, a Milano, con gli occhialini.
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