A destra Petrino Vanacore. A sinistra Simonetta Cesaroni, morta assassinata il 7 agosto 1990. Vanacori fu uno dei principali sospettati per la morte della giovane
Petrino Vanacore trovato morto in un torrente nel Tarantino. ''20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio'': questa la scritta trovata in un cartello legato al collo dell'uomo
ROMA - Petrino Vanacore è morto suicida. Il portiere che negli anni '90 lavorava nello stabile di via Poma, dove il 7 agosto 1990 fu uccisa Simonetta Cesaroni, si è tolto la vita a Torricella in provincia di Taranto nella notte di ieri. Vanacore fu coinvolto nelle indagini dell'omicidio di Simonetta Cesaroni, Non ci sono però mai stati elementi sufficienti per condannarlo. L'uomo fu infatti arrestato tre giorni dopo l'omicidio, e dopo tre lunghi anni di carcere fu liberato perché "il fatto non sussiste".
La notizia del suo suicidio è stata data dal tg5 durante l'edizione odierna delle 13. Secondo il telegiornale, l'uomo si sarebbe suicidato legandosi una corda al collo, abbandonandosi poi in un torrente a Torricella. Rinvenuto il cadavere, le forze dell'ordine hanno poi trovato un cartello legato al collo, riportante la scritta: ''20 anni di sofferenza e sospetti portano al suicidio''.
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