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Notizia del 20/03/2010 - 19:43
Italia - Un milione ad ascoltare il Premier
Piazza San Giovanni gremita dai due cortei che hanno sfilato per Roma in vista delle elezioni regionali
ROMA - Chissà se erano oltre un milione come ha affermato il coordinatore del Pdl Denis Verdini, più o meno rispetto a precedenti occasioni. Certo è che Silvio Berlusconi ha vinto la scommessa della piazza. Per la quarta volta a San Giovanni, la prima da premier, il Cavaliere ha chiamato a raccolta il popolo del centrodestra, stavolta non per protestare contro i governi di centrosinistra, come avvenne nel 1996, nel 1998 e nel 2002, ma per lanciare lo sprint per l'ultima settimana di campagna elettorale per le Regionali, insieme ai 13 candidati governatori presentati ad uno ad uno. E i sostenitori del Pdl, con il supporto anche di una pattuglia leghista guidata da Umberto Bossi, salito sul palco per suggellare ancora una volta l'alleanza tra i due partiti, hanno risposto all'appello del loro leader, confluendo in piazza dopo aver dato vita a due cortei partiti dal Circo Massimo e dai Colli Albani. Il primo più istituzionale, con tutti i ministri riuniti dietro lo striscione "l'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio", slogan di tutta la manifestazione. Mancava Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, prossima al parto, a cui dal palco sono arrivati gli auguri del collega Ignazio a Russa, con l'auspicio che "magari lo faccia nascere oggi".
Ed è stato sempre La Russa a guidare, megafono alla mano, prima il corteo, intonando l'inno di Mameli e poi a dare il la alla manifestazione, non rinunciando ad intonare "Volare" o "Come può uno scoglio aggirare il mare". Più sbarazzino il corteo partito dai Colli albani, animato dai giovani del Pdl guidati dal ministro della Gioventù e presidente della Giovane Italia Giorgia Meloni. Slogan soprattutto contro Emma Bonino e Antonio Di Pietro e una coreografia che leggeva nei "tarocchi" "un futuro di vittoria, contro bari, illusionisti e fattucchiere". Raffigurati nelle carte Bonino, per dire "no alla cultura della morte"; Di Pietro, per il "no alla cultura dell'odio", contrapposto a Paolo Borsellino scelto per simboleggiare la giustizia. E poi Guido Bertolaso, immagine "della magia del fare".
Il culmine a San Giovanni, con la piazza che si riempie in pochi minuti, spingendo Verdini ad annunciare le presenze superiori al milione. Alle 17.30 l'arrivo di Berlusconi, con il tradizionale comizio intervallato dal dialogo con la folla, chiamata a rispondere no e sì alle sue domande. C'è spazio per l'abbraccio con Bossi, che culminerà con un "viva la Lega" pronunciato per la prima volta da questo palco, insieme naturalmente a "via il Pdl". Chiusura della kermesse con la presentazione dei candidati governatori, chiamati a leggere una sorta di giuramento riportato su un cartoncino distribuito a ognuno di loro, per promettere che rispetteranno gli impegni programmatici. "Da qui siete uno spettacolo straordinario" è il saluto finale rivolto dal premier e la folla risponde unendosi alle note di "Meno male che Silvio c'è" rilanciato a ripetizione dagli amplificatori. Lasciano tutti soddisfatti la piazza, tranne un furibondo Vittorio Sgarbi, che lancia tuoni e fulmini per il mancato rinvio delle regionali nel Lazio che aveva chiesto dopo la riammissione della sua lista.


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