I big del Morgagni: "Salviamo assieme la Sanità forlivese"
FORLI' - Per predisporre il “Piano di rientro” del Bilancio dell’Ausl Forlì sono stati costituiti 5 gruppi di professionisti che si occuperanno di ospedale, territorio, farmaceutica, socio-sanitario, sinergie amministrative. Coinvolta da subito la presidenza della Conferenza sanitaria; i lavori iniziano il 1° marzo con la presentazione al Collegio di Direzione dell’Ausl; i coordinatori dei gruppi illustrano il piano complessivo da presentare in Regione entro giugno. “Il tempo delle parole è finito - spiega il dottor Claudio Vicini direttore di Chirurgia Specialistica -. Noi professionisti stiamo già lavorando per creare le basi di una sanità di qualità elevata, come sempre è stata quella forlivese, ma al contempo economicamente sostenibile”. “Se riusciamo a trovare nell’innovazione nuove opportunità di tipo organizzativo, gestionale e professionale potremo risolvere gran parte dei nostri problemi - dice il dott. Enrico Ricci direttore di Medicina Specialistica -. Ma per riuscirci bisogna avere il coraggio di fare delle scelte".
"E’ un momento molto impegnativo per l’Azienda - riprende il dott. Domenico Garcea direttore di Chirurgia Generale -. Si lavora in stretta coesione per realizzare un Piano di rientro che non incida minimamente sulla qualità dell’assistenza”. “Credo che la qualità complessiva dei nostri servizi sanitari sia molto buona - dichiara il professor Venerino Poletti direttore di Pneumologia Interventistica -. L’ospedale di Forlì è una delle migliori strutture che ho incontrato nella mia esperienza professionale. E la ricerca clinica sviluppata negli ospedali può contribuire a ridurre la spesa». Ottimista il dottor Germano Pestelli, direttore Post Acuto e riabilitazione: “La salute non è né di destra né di sinistra ma è un bene comune: ci rimbocchiamo le maniche per mantenere l’eccellenza della nostra Sanità”. Intanto le Istituzioni Ospedaliere Private (Aiop) intervengono sulle contestazioni della Corte dei Conti ad Ausl Forlì (presunte irregolarità contabili per prestazioni del laboratorio ospedaliero a cliniche private tra il 2001 e il 2005). “Stupisce e rammarica constatare che le imputazioni hanno per presupposto non comportamenti dolosi mirati a ottenere vantaggi indebiti o un danno per le casse dello Stato, bensì prestazioni svolte dalle Aziende Pubbliche con risorse orarie di professionisti messe a disposizione in via aggiuntiva, e fatturate direttamente dalla stessa Ausl in piena trasparenza. Tale attività non potrà mai costituire un illecito in quanto eseguita all’interno dell’Azienda Pubblica d’appartenenza e non presso le case di cura private. I medici l’hanno svolta per conto della propria Ausl; non si configura un conflitto di interesse, e non arreca danni alla libera concorrenza”.
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