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Notizia del 01/09/2009 - 07:42


Forlì - La rottamazione degli immigrati


Meldola ci prova: soldi agli indigenti perchè tornino in patria

MELDOLA - Pagare il biglietto di ritorno a casa agli immigrati che non ce la fanno. E’ la soluzione che il Comune di Meldola, ora amministrato dal centro-destra, potrebbe utilizzare per evitare che nei prossimi mesi, causa crisi economica, i servizi sociali siano presi d’assalto da stranieri in difficoltà. Meldola potrebbe non essere l’unico Comune a muoversi in questa direzione, anche perché i soldi delle amministrazioni locali sono sempre meno e i costi del Welfare sempre più onerosi.

Ad innescare questa riflessione è stato, di recente, il caso della famiglia Eddarhau, padre, madre e due bambini, originari di Casablanca che si sono ritrovati a dormire per strada dopo essere stati sfrattati. Un anno fa la cooperativa dove il capofamiglia lavorava con contratto a tempo indeterminato, è fallita. Lui si è ritrovato a lavorare con contratti di tre mesi e con famiglia, affitto e rate di un mutuo a carico. Il Comune di Meldola non ha case da dare, nemmeno di quelle temporanee per le situazioni di emergenza. E così la famiglia ora dorme in macchina, anche se, a onore del vero, il Comune aveva offerto delle alternative che loro hanno rifiutato. “Non è vero che abbiamo chiuso gli occhi - dice l’assesore al Welfare Anna Vallicelli -. Anche stamattina abbiamo avuto una commissione sul caso e ne parleremo anche domani (oggi per chi legge). Questa è una famiglia che fa fatica ad andare avanti da mesi. Fin dall’inizio gli era stata offerta la possibilità del ritorno in Patria. Hanno detto di no. Gli abbiamo anche detto «Cercatevi un’altra abitazione e noi vi aiuteremo». Nulla. Va bene la solidarietà ma qui sembra tutto dovuto”. L’assessore ai Welfare approfitta del caso per fare una riflessione. “Ci sono tante situazioni sociali emergenti a causa della crisi. Siamo in grado di rispondere a tutti questi bisogni? Secondo noi è il caso di cominciare a fare delle scelte di un certo tipo, come quella di incentivare gli stranieri in difficoltà a tornare a casa. Certe Nazioni straniere hanno già deciso di farlo”. Tra aiuti per le bollette, soldi per i libri scolastici, mense e trasporti, le famiglie immigrate in crisi rischiano di costare molto ai Comuni. “In ogni caso molto di più che non aiutarle a tornare nei loro luoghi d’origine”.

In questa proposta il Comune di Meldola trova il pieno appoggio della Lega: “La situazione sarà pesante nei prossimi mesi e non ci possiamo addossare anche la precarietà degli stranieri - dice Jacopo Morrone responsabile organizzativo del Carroccio -. Oggi è una famiglia che dorme in macchina e chiede aiuto. E se fossero cento? Che facciamo, mandiamo in tilt il bilancio dei Comuni?”. Per la Lega “l’incentivo” deve essere comunque regolamentato (“Sennò sarebbe troppo facile prendere i soldi e poi magari restare”) e soprattutto dovrebbe essere un modus operandi di tutte le amministrazioni: “Ci deve essere una linea comune, altrimenti un Municipio che dà solidarietà si vedrà la fila per gli aiuti”.

Secondo l’assessore al Welfare del Comune di Forlì, Davide Drei, aiutare gli immigrati che vogliano tornare a casa va bene. Ma non ci deve essere nessun automatismo: “Se loro vogliono restare e hanno la possibilità di farlo nessuno può costringerli a partire. Bisogna poi valutare caso per caso. Certo il tema della sostenibilità dell’immigrazione è un tema vero ma al di là della crisi ricordiamoci che la nostra terra è ancora un polo di attrazione per gli stranieri”. Per Antonio Nervegna del Pdl, una scelta di questo tipo spetta ai Governi, competenti sulla politica dell’immigrazione. Mentre per Andrea Pasini dell’Udc, dove è possibile bisogna aiutare tutti ma “piena fiducia al Comune di Meldola sulle soluzioni che vorrà adottare”.

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