Il provvedimento riguarda migliaia di appassionati “fungaioli” del Forlivese e dei Comuni confinanti con quelli del Parco che, per poter continuare a coltivare la propria salutare passione, non solo vedranno aumentato il costo del tesserino da 50 a 55 euro, ma dovranno pure prendersi dei giorni di ferie per andare a funghi solo nei giorni feriali.
“Con deliberazione unanime del Consiglio direttivo del 12 novembre scorso - denuncia il consigliere regionale del Pdl Luca Bartolini - è stata approvata la nuova disciplina per la raccolta dei funghi nel Parco, che entra in vigore dal 1 gennaio 2010. La decisione presa dimostra, per l’ennesima volta, come il Parco Nazionale sia sempre più gestito da amministratori che non hanno una visione antropocentrica del territorio. Non si tiene conto che, tranne i pensionati che possono recarsi nel Parco anche durante i giorni feriali, si nega o limita fortemente la possibilità di fruizione a tanti cittadini lavoratori che dovrebbero, secondo questa logica vetero-ambientalista, privarsi di giornate di ferie per soddisfare una propria salutare passione come quella della ricerca dei funghi che non ha mai avuto alcun impatto negativo per l’ambiente”.
Le principali modifiche apportate alla disciplina sono così sintetizzabili: irrigidimento del regime sanzionatorio, introduzione del divieto di raccolta funghi per i non residenti nei comuni del Parco Nazionale, all’interno delle Riserve Biogenetiche dello Stato (circa 4mila ettari sui 36.800 di Parco) nei giorni di sabato e domenica, introduzione dell’obbligo per i raccoglitori di detenere, assieme all’autorizzazione, anche di un opuscolo che il Parco sta producendo e che conterrà il regolamento e l’indicazione delle norme di comportamento da tenere.
“Ci sarà anche un paradossale aumento - chiosa Bartolini - degli importi delle autorizzazioni per i non residenti che, nonostante vengano penalizzati con l’impossibilità di andare a funghi nelle giornate di sabato e domenica, vedranno anche aumentare il costo dei tesserini. Le modifiche apportate stanno creando profondo malcontento dei tanti appassionati cercatori di funghi”. Il consigliere regionale ha presentato un’interrogazione alla Giunta di Vasco Errani per chiedere l’annullamento di quanto deliberato dal Parco in merito all’introdotto divieto di raccolta funghi, per i non residenti nei comuni del Parco.