La disastrosa frana che ha isolato Corniolo e i suoi abitanti. Foto Rondoni
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Notizia del 25/03/2010 - 09:45
Forlì - Corniolo: "Siamo dei fantasmi"
Per molti l'emergenza è stata sottovalutata, i residenti della frazione di Santa Sofia: "Isolati e rovinati"
SANTA SOFIA - E’ un muro di Berlino, la frana di Corniolo. E’ una barriera a tenuta stagna tra gente e luoghi che fino a 7 giorni fa erano una cosa sola. E’ un argine spesso centinaia di metri. Ha imprigionato una frazione di trecento abitanti contro il suo Appennino, isolandola e costringendola a peripezie indicibili per portare a termine le più elementari operazioni. Per andare da Corniolo a Santa Sofia, e di qui a Meldola, Forlì eccetera, si faceva la Bidentina, ovvio. Adesso, a poche curve dall’abitato, l’asfalto non c’è più: solo un monte di fango e detriti. E per andare via tocca passare da Premilcuore. Insomma Corniolo, da una settimana, è un paese fantasma.
Lo conferma non senza sconforto la titolare dell’albergo Gigino, uno dei punti di riferimento del piccolo paese: “Prima dovevamo fare 12 chilometri di strada di montagna, ora ce ne toccano 45. Potete immaginare che disagio”. Un disagio che si riflette direttamente sul lavoro di albergatori e operatori turistici: “Per le vacanze di Pasqua avevamo già preso le prenotazioni di alcune comitive di Roma: tutto disdetto, figuriamoci”. Come può un turista pensare di fare vacanza in un paese isolato? “Fino alla settimana scorsa contavamo le cene, facevamo i calcoli sui coperti, sui posti. Ora è tutto finito: siamo un paese fantasma”.
Corniolo riusciva a vivere coi suoi ritmi e la sua regolarità, nonostante sia uno dei paesi più in alto della provincia. Ma adesso le piccole difficoltà dovute alla lontananza dal capoluogo sono amplificate, sempre per colpa di quella maledetta striscia d’asfalto che ora non c’è più: “C’è anche un negozietto di alimentari, a Corniolo: ora i fornitori dovranno fare un giro molto più lungo per venire a portare la merce, e chissà per quanto tempo... Io stessa per il mio albergo finora non ho ordinato niente, ma quando sarà ora chissà...” La speranza che per l’immediato futuro le cose migliorino è vaga, ma qualcosa deve pur succedere, “perché poi arrivano le scadenze delle tasse, e l’attività qui è ferma, rischiamo la rovina. E’ un disastro: chi ha un lavoro fuori paese deve alzarsi molto prima la mattina, e noi che abbiamo un’attività siamo bloccati”.


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