Il preside dell'istituto dove lunedì è stato trasmesso il documentario difende l'insegnante
IMOLA - “Intendo ribadire la buona fede dell’insegnante i cui fini sono volti esclusivamente alla crescita intellettuale dei ragazzi. Mi meraviglio che l’attenzione si focalizzi su queste cose e non sul fatto che la nostra scuola ottiene da sempre riconoscimenti anche a livello internazionale”. Così il preside del polo liceale imolese, Silverio Scardovi, prende le difese dell'insegnante che lunedì mattina, in una classe del linguistico "Alessandro da Imola", ha spiegato il tema dell'invadenza dei media facendo vedere agli studenti il documentario "Videocracy". Intervistato da La voce di Romagna, sottolinea che "episodi del genere non si erano mai verificati", ma che "bisogna guardare alla visione complessiva del lavofo della scuola che ha sempre fatto rispettare la 'par condicio'".
La notizia è trapelata e ha fatto infuriare il consigliere del Pdl Alessandro Fiumi e il candidato alle regionali Galeazzo Bignami che per l’occasione ha scomodato anche il ministro Giorgia Meloni. Il preside però, dopo aver preso in parte visione del film e interpellato la docente interessata, si difende: vuole chiarire che non c’è alcuna intenzione di inculcare idee “antigovernative” e che “la lettura di quanto avvenuto va spostata dal piano politico a quello pedagogico”.
L'articolo integrale su La Voce di Romagna, oggi in edicola
Commenti
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(28.01.2010 - 16:46)
rbluke
E come no, è certamente una questione pedagogica inculcare nei teneri cervelli di 15-16enni l'odio verso il capo del governo, che c'entra la politica?
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