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Notizia del 25/02/2010 - 16:54


Lugo - Striscione anti-centrale censurato


In un terreno privato lo slogan di protesta contro la conversione dell'ex zuccherificio. Ma il comune manda i vigili urbani per rimuovere le frasi di protesta

RUSSI - Per agricoltori e cittadini non sono altro che comuni striscioni di protesta, ma per la giunta comunale, che ha invitato la polizia municipale a farli rimuovere, quei lenzuoli con scritte “anti-centrale a biomasse” che fanno bella mostra di sé in via Pertini, via Faentina e via Fiumazzo, sono slogan pubblicitari e di propaganda. E allora, via con la censura.

Succede a Russi dove - da martedì scorso - alcuni agricoltori locali e cittadini contrari all’impianto che il Comune preme per realizzare in via Carrarone sulle ceneri dell’ex zuccherificio Eridania, hanno innalzato striscioni che contestano il progetto. I lenzuoli di protesta, sul quale è possibile leggere slogan quali “Inceneritore= +Tir+gas tossici+rumore-sicurezza. Via Faentina non ci sta!”, oppure “Centrale Eridania: + 15mila Tir all’anno di qua. via Pertini non ci sta!”, sono stati installati all’interno di proprietà private. Proprio su questo fanno leva agricoltori e cittadini per opporsi alla richiesta di rimozione degli striscioni pervenuta dal Comune via polizia municipale. Ma la giunta capitanata dal sindaco Sergio Retini - e di riflesso la municipale alle sue dipendenze - preme perché quegli slogan “fastidiosi” spariscano al più presto dalla vista dei russiani.

Per ottenere il proprio scopo, l’amministrazione ha inviato i vigili urbani. Che, davanti alla resistenza dei promotori dell’iniziativa di protesta, fanno appello al rispetto dell’articolo 23 del codice della strada che - citiamo testualmente - afferma: “Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda che possano ingenerare confusione con la segnaletica stradale o ridurne la visibilità”. I cittadini, però, si appellano all’articolo 47 comma 8, sempre contenuto nel codice della strada, ossia: “Si definisce impianto di pubblicità o propaganda qualunque manufatto finalizzato alla pubblicità o alla propaganda sia di prodotti che di attività e non individuabile secondo definizioni precedenti, né come insegna di esercizio, né come preinsegna, né come cartello, né come striscione”. Agricoltori e cittadini, insomma, non ci stanno: “I nostri striscioni non sono pubblicitari, non sono offensivi e non ostruiscono la visibilità creando pericolo per la circolazione stradale. Il vero problema è che il Comune non gradisce nemmeno le legittime manifestazioni di dissenso”. E il braccio di ferro - a colpi di striscione - continua.

 

Commenti

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 (25.02.2010 - 19:26) 
Daniele   Rispondigli
E' vergognoso il modo continuo e ottuso con qui questa amministrazione zittisce quella parte di cittadini (quasi il 50%, ricordiamocelo tutti) che non vuole la centrale, perchč tiene alla propria salute e non vuole ritrovarsi con dei tumori o qualcosa di peggio.

Per mia fortuna del ventennio ne ho sempre e solo sentito parlare dai racconti della mia povera nonna, eppure il gesto di oggi mi ha fatto tornare alla mente l'immagine che dentro di me mi ero sempre fatto di quell'epoca..

E pensare che al potere, oggi, ci sono i successori di un movimento politico che, quelle imposizioni, le ha combattute anche a costo della propria vita.
 

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