RAVENNA - E’ oggi il giorno delle telecamere nazionali sulla vicenda dei Galletti Abbiosi. Questa sera alle 20 e 30 la troupe di “Chi l’ha visto?“, programma di Rai3, sarà nell’ex orfanotrofio di via di Roma per raccontare la controversa vicenda delle orfane e del testamento del conte. Interverrà anche il sindaco, Fabrizio Matteucci, e il portavoce della curia, l’avvocato Enrico Maria Saviotti. Anche l’opposizione sarà della partita.
Le due istituzioni sono infatti tra gli esecutori testamentari delle memorie del conte Galletti Abbiosi che, secondo le orfanelle, sarebbe stato disatteso. Intanto Eugenio Costa, capogruppo in Comune di FI-Pdl, spiega di “aver parlato a lungo con la conduttrice Federica Sciarelli” che lo ha invitato. Costa ha accettato. Quelle della Rai, però, non sono le uniche telecamere ad essere interessate alla vicenda. La prima volta che la questione dei Galletti Abbiosi è stata portata in televisione, infatti,
è stata il 7 maggio scorso, grazie a Striscia la notizia.
A questo proposito Costa conferma che la trasmissione Mediaset non verrà a Ravenna mercoledì prossimo. “come aveva da tempo programmato - ricorda Costa - per non interferire con la trasmissione Chi l’ha visto, dimostrando in tal modo una grande sensibilità e correttezza nei confronti della Rai e dei suoi giornalisti”. Morello ha assicurato tuttavia “che l’attenzione di Mediaset e di Striscia la notizia non verranno meno sull’evolversi di questa delicata vicenda, tanto è vero che settimanalmente si terranno aggiornati e, prossimamente, saranno nuovamente a Ravenna”.
Intanto ieri sera Costa ha accolto la troupe di Raitre e accompagnato “il giornalista Pino Rinaldi, che la coordina, ad un incontro con alcune orfane appartenenti al gruppetto di coloro che si sono messe per prime alla ricerca della documentazione relativa al testamento del Conte Galletti Abbiosi, e che si sono dichiarate disponibili a fornire informazioni indispensabili ai giornalisti per inquadrare bene i contorni di una vicenda molto complessa, che è rimasta per tanti decenni avvolta da una pesante cappa di silenzio”.