Cecilia Benzoni accanto al poster dello scandalo. (Particolare del poster dal blog
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Notizia del 10/07/2009 - 18:45
Ravenna - "Un manifesto in stile papi-Noemi"
Dopo aver scritto al rettore, Cecilia Benzoni, fondatrice del gruppo su Facebook contro il manifesto pubblicitario delle succursali romagnole dell'Ateneo, spiega i motivi della protesta
RAVENNA - "E' tutta una questione di sguardo. E in quello sguardo non riconosco nè la mia università, nè i miei colleghi, nè le città rappresentate". E' Cecilia Benzoni, studentessa ravennate laureata alla facoltà di Scienze della comunicazione di Bologna e laureanda all'Università di Urbino, ad aver sollevato le prime voci di protesta che si sono scagliate contro la campagna pubblicitaria lanciata dall'Ateneo di Bologna per promuovere le quattro succursali romagnole. E' bastata la vista del manifesto su un blog ("Minitrue, ministero della verità") per scatenare una reazione a catena che ha portato Cecilia a condannare l'iniziativa, prima sul web, con un gruppo su Facebook "Le fantastiche 4 dell'Unibo e il mercato della carne", poi con una lettera indirizzata al rettore dell'università bolognese Pier Ugo Calzolari e ai quattro poli romagnoli che hanno dato vita all'iniziativa.
Pollice verso per la campagna voluta da Serinar (la società che promuove e sostiene le attività dell'Università di Bologna), costata 40mila euro, che viene smontata punto per punto dalla studentessa di comunicazione. A partire dalla strategia pubblicitaria: "E' un teaser - spiega -, un messaggio che deve scuotere. Ma che deve essere seguito da nuovi messaggi che spostino poi l'attenzione sul contenuto vero e proprio, senza fermarsi solo su quattro belle ragazze. Non c'è nulla che rimandi alle città, solo le scritte, per una comunicazione di solo ammiccamento".
Un target basso e maschile secondo Cecilia. A dimostrarlo l'immediato riferimento al video supercliccato di youtube (con oltre 90mila contatti) di Noemi Letizia, guardacaso intitolato "Le fantastiche 4". "E' un manifesto alla 'papi' - spiega - che si rivolge a soli uomini, senza considerare che la maggior parte degli iscritti all'Ateneo sono ragazze". Non ne fa una questione di forme e vestitini attillati. "Anche il nudo - precisa - può essaere elegante, ma qui manca proprio il contenuto". Ma le critiche non finiscono, e spara zero anche sul progetto grafico, bocciandolo come "un'immagine photoshoppata male, con errori e ritocchi grossolani".
Così si rivolge alla massima autorità dell'Alma Mater: "Con una rappresentazione simile delle ragazze non si rende giustizia agli sforzi e ai risultati (notevoli!) delle studentesse. Nemmeno a quelli degli studenti che hanno rispetto delle loro compagne e molti più dei due neuroni (on/off, bionda/mora, alma/non me la dà) che gli attribuisce certa cattiva comunicazione". E conclude: "Non sono come mi avete rappresentato, ma magari sarò sbagliata, d'altronde l'istituzione siete voi e riflettete l'immagine che vi è più congeniale".
Federico Spadoni

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