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| News - Romagna - Ravenna |
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Notizia del 19/11/2009 - 21:07
Ravenna - Indagine Norm sul Galletti Abbiosi
Costa (Pdl): "Scorretto ignorare il ruolo del Comune"
RAVENNA - “Il sindaco riferisca in Consiglio comunale in tempi brevissimi qual è stato e qual è il ruolo del Comune nella vicenda Galletti Abbiosi”. A chiederlo è il capogruppo di FI-Pdl in Consiglio comunale, Eugenio Costa. Il politico interviene dopo aver appreso la notizia, pubblicata nei giorni scorsi dalla Voce, che monsignor Guido Marchetti, economo della curia di Ravenna Cervia e direttore dell’Opera di religione, e Raffaele Calisesi, titolare della Ayr srl, sono indagati per malversazione di fondi del Giubileo. Nel 1997, infatti, l’Opera di religione, per conto della curia, proprietaria dell’ex orfanotrofio Galletti Abbiosi, ha chiesto allo Stato cinque miliardi di vecchie lire per ristrutturare l’immobile. Soldi ottenuti con il vincolo che dopo il 2000 il Galletti funzionasse da ostello. Dal 2004, anno in cui la diocesi dà in gestione l’ostello alla Ayr srl, le camere vengono affittate però a prezzi da albergo di lusso. Solo nel 2007 il Comune, che avrebbe dovuto fissare la soglia massima dei prezzi del Galletti Abbiosi tramite convenzione con la Ayr, trova un accordo con la società. L’indagine seguita dal Nucleo operativo dei carabinieri mira a chiarire tutti i passaggi della gestione dal 2004 al 2007.
“La cappa di silenzio imbarazzata che avvolge da troppi anni la vicenda - spiega il consigliere - ha cominciato a mostrare la prima crepa grazie all’indagine dei carabinieri. Ritengo immotivato e anche scorretto che i consiglieri comunali continuino ad ignorare il ruolo che il Comune ha avuto e ha nella delicatissima vicenda della gestione del patrimonio dell’orfanotrofio Galletti Abbiosi e della sua ristrutturazione”.
Dal canto suo monsignor Marchetti, al quale è già andata la solidarietà del sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci, si è detto stupito per un’accusa “infamante”. Tramite il portavoce della curia, l’avvocato Enrico Maria Saviotti, “nel ritenere la sua totale assenza di responsabilità circa l’ipotesi di reato prospettata nei suoi confronti, particolarmente lesiva della sua reputazione, conferma la sua totale fiducia nell’operato della magistratura, alla quale offre la sua disponibilità al fine dell’accertamento della verità”.

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