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| News - Romagna - Ravenna |
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Notizia del 28/02/2010 - 16:18
Ravenna - "Inchiesta in corso, non parlo"
Per la morte di Melania Giovanna La Mantia, 22enne ritrovata in un lago dopo un lancio in paracadute sull'aeroporto La Spreta, è indagato il direttore di lancio che si barrica dietro il silenzio
RAVENNA - "C'è un'inchiesta in corso, io non ho niente da dire. E poi ho altre cose da fare, sono impegnato". Taglia corto con tono fredo e sbrigativo il primo indagato per la morte della 22enne Melania Giovanna La Mantia, ritrovata nel lago della cava Ca' Bianca dove è caduta al termine di un lancio in paracadute. Raggiunto al telefono l'uomo non vuole rilasciare dichiarazioni e si chiude nel silenzio lasciando spazio alla magistratura.
La ragazza di Trapani, caporale dell'esercito di stanza a Palermo, avrebbe dovuto atterrare sulla pista dell'aeroporto La Spreta, qualche centinaio di metri dal bacino artificiale. La prima persona nel registro degli indagati con l'ipotesi di omicidio colposo (sostituto procuratore Monica Gargiulo titolare dell'inchiesta) è il direttore di lancio: in buona sostanza la persona che, nei lanci in cui era impegnata Melania cioè quelli chiamati "vincolati", è a bordo dell'aereo e dà il via ai parà per buttarsi. Per ora è suo l'unico nome sotto inchiesta ma non è escluso che nelle prossime ore la lista si allunghi comprendendo altre figure coinvolte nelle operazione di sicurezza.
L'autopsia già disposta dovrebbe svolgersi martedì. Inizialmente era stata programmata per sabato mattina poi l'avviso di garanzia recapitato al direttore di lancio ha fatto slittare tutto: il suo legale infatti, l'avvocato Claudio Arria del foro di Mantova, ha richiesto che l'esame avvenca in incidente probatorio per avere i tempi sufficienti alla nomina di un consulente di parte.
Andrea Alberizia

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Caplaz
La morte della signorina Melania, giovane caporale maggiore del notro Esercito ed appassionata di paracadutismo, ha sicuramente dei responsabili, che la Magistratura ravennate dovrà entro breve farci conoscere. Tuttavia lo Spreta,aeroporto costruito se non erro nell'anteguerra, non rispecchia più quelle norme di sicurezza per lanci e voli addestrativi. E' inutile che Enac, continui a ritenerlo fra quelli "nella norma". Fino agli anno 50 del secolo scorso i nuclei abitativi di Ravenna cessavano al rione Lama ,prima del ponte sui fiumi uniti.Ponte Nuovo ancora non esisteva se non risaie e qualche casa colonica qua e là. Classe era tutto concentrato attorno alla storica basilica per un raggio verso est di 150, massimo 200 metri. Come pure non esistevano i tanti laghetti artificiali lungo la statale Adriatica,creatisi per la esigenza di scavare sabbia e ghiaia, al fine della espansione edilizia ravenate e non solo.Ora a mio avviso sarebbe tutto da rivedere per quanto concerve i voli, i lanci e la relativa sicurezza verso i cittadini di questa ampia area, che non è più periferia, ma tessuto urbano.Chi mi garantisce che quel vetusto bimotore che porta in quota i parà nel periodo primavera estate di ogni anno avvitandosi sopra le nostre teste per ore ed ore provocando rumore assordante, sia nella norma? A questo punto sarebbe lecito un intervento delle autorità preposte, per una ulteriore verifica ai puri fini della sicurezza di noi tutti. Icap. e la Comunità di Ponte Nuovo
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