RAVENNA - I manifesti pubblicitari dei poli universitari romagnoli restano, e le proteste continuano. Le quattro ragazze avvolte in una tutina attillata suscitano ancora critiche, anche se, spiega il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, “arrivano messaggi di ogni tipo: alcuni parlano di manifesto sessista, altri, anche donne, approvano l’idea”.
Intanto la protesta dei contrari alla campagna pubblicitaria è sempre più organizzata. Questa sera alcune studentesse hanno manifestato la propria indignazione davanti a palazzo Merlato in occasione della seduta del consiglio comunale. Studentesse e ricercatrici del collettivo universitario femminista ‘Figlie femmine’ si sono presentate vestite da eroine dei fumetti. Alla protesta ha partecipato anche le sezioni ravennate e bolognese dell’associazione Giuristi democratici e la Rete delle donne di Bologna.
Le richieste, rese note in una lettera, sono poche ma molto dure: immediata rimozione dei manifesti pubblicitari, lettera di scuse a tutti gli studenti da parte dei responsabili della campagna pubblicitaria e dimissioni da ogni incarico pubblico di Mingozzi. Il vicesindaco repubblicano ha rispettato la sua intenzione di confrontarsi con gli studenti, incontrandoli mezz’ora prima del consiglio assieme all’assessore alle Pari opportunità Giovanna Piaia.
Alla forma di protesta civile svolta in piazza, qualche ora prima se ne era aggiunta un'altra portata avanti da anonimi. Due manifesti in via Canale Molinetto sono stati imbrattati con specchi di Venere, simbolo femminile e all’occorrenza femminista, in vernice rosa.