Tre incidenti in 14 mesi nel cantiere per la costruzione. Lo Russo (Uil edili): "Molta fretta, troppi subappalti e mobilitā operai"
RIMINI - Il problema esiste e i numeri lo confermano. Tre infortuni sul lavoro in un anno e due mesi di lavori al cantiere del nuovo Palacongressi sono un po’ troppi. Una spiegazione prova a darla Francesco Lo Russo della Uil-edili: “C’è molta fretta - dice - per consegnare in tempo il lavoro, i subappalti mi paiono eccessivi così come la mobilità degli operai”. Il cantiere lascia quindi parecchi dubbi anche sulla questione della sicurezza.
Gli infortuni. Il primo il 2 gennaio dello scorso anno. Un operaio albanese di 32 anni che lavorava su un ponteggio a notevole altezza, perde l’equilibrio e cade. Fortunatamente indossava - come prevedono le normative - la cintura di sicurezza e questo gli ha salvato la vita. Nella caduta sbatte contro un muro laterale e riporta lesioni guaribili in 20 giorni. Sei mesi dopo si verifica il secondo, forse il più grave dei tre. Un operaio sloveno di 64 anni, alle dipendenze di una ditta veneta che lavora con un subappalto, viene trovato a terra. Riporta un trauma cranico e resta in coma per qualche giorno al Bufalini prima che il suo quadro clinico volga al meglio. Del terzo infortunio rimane vittima un cittadino egiziano e anche su questo si sta cercando di capire quale possa essere stata la causa e la dinamica. Sia per l’operaio albanese che per l’ultimo incidente, pare che la procura della Repubbllica abbia chiesto alla medicina del lavoro un rapporto dettagliato e sulle presunte irregolarità ci sarebbe un fascicolo aperto.
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