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Notizia del 17/01/2010 - 16:55


San Marino - Quando il matrimonio aiuta lo Stato


Il governo punta sulle unioni civili per fare cassetta

SAN MARINO - Scambiarsi l’eterna promessa d’amore non è cosa da prendere alla leggera. Specie oggi quando differenziarsi, uscire dall’anonimato, è diventata una prerogativa di vita. Così lo Stato di San Marino non sta a guardare e fa di necessità virtù. Nell’Antica terra della Libertà il matrimonio civile si avvia a diventare un promettente business, confidando nel fatto che sempre più novelli sposi vuoi per differenze di religione, vuoi per provare esperienze fuori dall’ordinario, scelgono di non sposarsi in chiesa.

Lo scorso 30 dicembre il Congresso di stato ha licenziato un decreto delegato che regola la tassa sui matrimoni civili. Tutto è stato scandito con precisione: da zero euro a mille bigliettoni per la location top e nel giorno top, magari con un segretario di stato top che suggella il fatidico “sì”. La classifica è divisa per sammarinesi e non, qualche privilegio ce lo siamo concessi.
Sposarsi all’ufficio di stato civile per un cittadino sammarinese non costerà niente e questa è una bella notizia per chi vorrebbe evitare che il proprio matrimonio diventasse un buon affare per gli altri. Costerà invece 300 euro per chi sale alla volta del Titano, qui la tariffa è unica, ci si sposa nei giorni feriali e in orario da ufficio.

Un po’ più dispendiosa la Sala del Castello. Nella categoria autoctoni si spendono 50 euro, nei giorni feriali, 100 euro il sabato e 150 euro alla domenica. Prezzi maggiorati per i forestieri: 300 euro nel giorni feriali e l’aggravante dell’orario di ufficio, 500 euro il sabato e la domenica.

Poi c’è il capitolo Palazzo Pubblico, la cassaforte del buon matrimonio. Se un samamrinese decide di celebrare il rito in un giorno feriale se la cava con 100 euro, il sabato con 200 e la domenica con 300 euro. Ma per chi arriva da oltre confine e vuole coronare il suo sogno d’amore in vetta al Monte, beh allora deve proprio mettere mano al portafogli. Qui la cerimonia diventa di quelle con la maiuscola, per cui chiedere 500 euro per un semplice giorno feriale è cosa ragionevole. Il sabato? 800 euro e va già bene. Perché di domenica pronunciare le promesse d’amore, scambiarsi gli anelli e vedere gli invitati che ti inondano di petali di rosa costerà fino a mille euro. Una piccola follia, giustificata da uno scenario da cartolina.

Antonella Zaghini

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