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Notizia del 02/12/2009 - 19:28


Romagna - Caso Bergamini: "Denis aveva paura"


In una lettera spedita alla famiglia dell'ex calciatore di Imola e Russi pochi giorni dopo la sua morte in Calabria, una ragazza russiana raccontava i timori di quello che secondo le sue parole sarebbe stato il suo fidanzato: "Mi disse che qualcuno gli voleva male"

RUSSI - “Denis mi disse che qualcuno gli voleva male. E quando gli dissi che magari si sbagliava si alterò e mi rispose urlando che se mi stava dicendo una cosa del genere significava che era vero”. Due giorni prima che il 18 novembre 1989 morisse sull’asfalto della statale 106 Ionica a Roseto Capo Spulico, Donato “Denis” Bergamini - centrocampista ferrarese che dal 1982 al 1985 giocò in Romagna tra Imola e Russi - era al telefono con una 24enne di Russi alla quale confidò le sue paure. Quella ragazza non era un’amica qualunque. Pochi giorni dopo la morte, alla famiglia del calciatore arrivò una lettera che conteneva parole pesanti come macigni. A scriverla era proprio R., la russiana 24enne che sosteneva di essere la ragazza di Denis. La lettera smentiva chi affermava che la fidanzata di Bergamini fosse la cosentina Isabella Internò, unica testimone oculare della morte in quanto - secondo la ricostruzione ufficiale - sarebbe stata in auto con Denis quando scese buttandosi sotto un camion in transito.

Nella lettera inviata alla famiglia Bergamini, R. raccontò la promessa che Denis le avrebbe fatto: “La prossima estate ti sposo e sconvolgo tutti”. Nessuno era al corrente che la loro storia - iniziata ai tempi in cui il ferrarese militava nelle fila del Russi - era ricominciata. Eppure, scriveva la ragazza, “era bastato vedersi per riaccendere qualcosa di grande”. Al punto che i due si telefonavano spessissimo, quasi tutti i giorni.

Proprio in una di quelle tante telefonate potrebbe esserci la chiave di volta del mistero. “L’unico torto che posso aver fatto è stato quando ho lasciato Isabella”, disse Denis ad R., che aggiunse “ricordati che qua siamo in meridione, e sai come sono. Io iniziai la relazione con lei quando aveva ancora sedici anni e già il fatto che fosse così giovane era un problema, ma siamo stati insieme per tre anni. Lei poi voleva che io la sposassi - proseguiva la ragazza raccontando quella telefonata, avvenuta solo due giorni prima della morte di Denis - io invece no, e poi l’ho anche lasciata. Per qualcuno forse è stato un brutto affronto”.

“Ti amo tanto, e domenica voglio dedicarti un gol, lo dedicherò a te che sei la mia futura sposa”. Una promessa fatta in una delle conversazioni telefoniche ma che Denis non riuscirà a mantenere. La sua vita si fermerà alle 19.15 sull’asfalto della Statale 106 Ionica. Unica testimone oculare, l’ex ragazza Isabella che, poco più di due anni dopo, si sposerà con un poliziotto della questura di Cosenza, che citerà anche nel corso degli interrogatori preliminari.

Di fronte al giudice per le indagini preliminari di Castrovillari Ottavio Abbate, R. confermò tutto e aggiunse un particolare: “Nel corso dell’ultimo mese, in una delle nostre tante telefonate, Denis mi disse che Isabella lo aveva cercato nuovamente, ma non mi disse in quali termini ed in che modo”. Il pensiero del giocatore era che la sua ex ragazza volesse in qualche modo riallacciare i rapporti con lui, sapendolo ancora libero. “Una soluzione che Denis non voleva in alcun modo, non provava più nulla per Isabella, anzi, diceva che si era imbruttita”. Nessuno ascoltò R., al punto che nei vari gradi di giudizio non fu mai tenuto conto della sua testimonianza.

Raggiunta telefonicamente nei giorni scorsi, la famiglia della ragazza (che ora vive in un paese nel nord Italia) si è chiusa in un “No, non vogliamo parlarne, lasciatela stare”.

Daniele Pompignoli

 

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 Argomento: Morte Bergamini, un mistero che dura dal 1989
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