|
|
| Speciali - Regionali 2010 - Romagna |
|
|
Letto 535 volte
| Post 0
|
Notizia del 29/03/2010 - 22:29
Romagna - Elezioni: i commenti dei sindaci
Manca: "In guardia dai movimenti di antipolitica". Matteucci (Ravenna): "Astensionismo č la distanza fra politica e cittadini. Dobbiamo colmare quel distacco". Ravaioli (Rimini): "Gente stanca delle polemiche"
QUI IMOLA. In guardia per sconfiggere astensionismo e antipolitica. Vittoria, ma con gli occhi già puntati verso il 2013. Il risultato della roccaforte Imola è conservato, e riflette quello delle elezioni europee, ma il campanello d'allarme ha già messo sull'attenti il sindaco di Imola, Daniele Manca. I presupposti per ripartire dall'esito di queste elezioni, che a Imola hanno premiato Errani con il 57,76 per cento, sono ancorati a una solida base: "Abbiamo ottenuto una percentuale che rispecchia le previsioni - commenta Manca -. Ma deve fare riflettere la crescita di movimenti di anti politica, di partiti non radicalizzati sul territorio, che non hanno un'organizzazione, come il movimento Cinque Stelle. Dall'altro lato - prosegue - preoccupano anche l'emergere della Lega Nord che, affiancato all'astensionismo, manifestano la necessità di ridare credibilità alla politica". E' comunque il sorriso, al termine di queste elezioni regionali, a dominare l'umore di Manca: "Abbiamo eletto bene la nostra candidata, che si è piazzata seconda. A differenza del risultato negativo ottenuto a Imola dal Pdl".
QUI CESENA. Un dato superiore alla media regionale e un'incoraggiante partecipazione al voto. Con queste parole il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, commenta il contributo cesenate alla riconferma del presidente della Regione, Vasco Errani. Dato che però mette comunque in evidenza una discesa da quella che era l'affluenza del 2005: "Un malessere - lo definisce Lucchi - che deve far riflettere la politica sulla necessità di una maggiore vicinanza e un più opportuno dialogo con i cittadini". Per il primo cittadino, la giusta via è quella di "una politica in grado di proporre il confronto sui grandi temi di sviluppo del nostro territorio, anche grazie ad una rivisitazione delle modalità di partecipazione". "Incoraggiante - continua il sindaco - la grande partecipazione al voto, il 31,78% con 26.278 elettori, per il rinnovo dei nostri Quartieri e, ancora prima, la candidature di oltre 450 cesenati organizzati all’interno di 54 liste". Cesena si riconferma schierata dalla parte del centrosinistra, con una percentuale rafforzata rispetto le precedenti votazioni: "E’ evidente - conclude Lucchi- come la nostra coalizione (formata da PD, Italia dei Valori, PRC, Comunisti Italiani, Sinistra ecologia libertà, Partito Socialista), passata dal 51,96% dell’8 giugno 2009 al quasi 53,81% di oggi, con un aumento di quasi il 2%, veda confermate le scelte amministrative di questi mesi".
QUI RAVENNA. Il sorprendente risultato dei grillini e la crescita dell'astensionismo sono i dati che gli disturberanno il sonno, la distanza di venti punti percentuali tra il suo Pd e il Pdl è invece il dato che gli ridanno un po' di tranquillità. Sta qui l'analisi del voto alle elezioni regionali fatta da Fabrizio Matteucci, sindaco di Ravenna. “Il risultato della lista collegata a Beppe Grillo a Ravenna impone una riflessione al centrosinistra che ha sempre governato la città. E' un voto che va accettato e capito", dice il primo cittadino. Per quanto riguarda invece l'affluenza alle urne in calo il sindaco non si consola con il primato regionale di Ravenna (71,94%; 79,19 nel 2005): “Non è una consolazione". Per spiegare il dato, Matteucci usa il metro: “Quella percentuale misura la distanza fra i cittadini, soprattutto i giovani, e la politica. Una distanza che bisogna colmare facendo una politica cristallina". Infine il dato positivo che conferma uno stato di fatto nella rossa Ravenna: “Venti punti di distacco tra centrodestra e centrosinistra sono una conferma che fa piacere in vista delle elezioni comunali del prossimo anno".
QUI RIMINI. “Molta gente si è stufata delle polemiche in campo politico”. È lapidario il sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, nel commentare l’affluenza ai voti che, nella provincia di Rimini si è attestata sul 62,43% con una flessione dell’8,87%.
QUI FORLI. La roccaforte rossa non esiste più, adesso anche l'Emilia Romagna è una guerra di trincea per guadagnare metro dopo metro (leggi voto dopo voto). Questo il commento di Roberto Balzani, sindaco di Forlì, al voto delle elezioni regionali. “A questo punto la Romagna è sempre più spaccata a metà, diventa un mondo nuovo da scoprire e che impone grande attenzione a chi la considerava una conquista sicura". Non si può tralasciare il dato dell'astensionismo: “A Forlì si arriva al 30%, molto alto". Ultimo dato su cui riflettere il voto di protesta: “Un po' verso la Lega, un po' verso Di Pietro e ora un po' verso Grillo: sono fenomeni che impongono una riflessione per intercettare quel voto". Secondo il primo cittadino forlivese si tratta di voti rosicchiati alla galassia del centrosinistra: “In parte all'estrema sinistra che ormai è definitivamente distrutta ma in parte anche al centrosinistra più moderato in cui non si risconosce una parte degli elettori".

Clicca le freccette (  ) di fianco al nickname e rispondi direttamente alla persona alla quale vuoi rivolgerti

-- Nessun commento nel blog --
INSERISCI UN COMMENTO
Loggati o registrati per commentare l'articolo
|