Romagna

Gli chef: “Sì, la piadina è un patrimonio dell'umanità"

I migliori cuochi d'Italia promuovono la proposta dell'assessore Melucci. Vissani: “Perché l'Unesco tutela la cucina giapponese e non la nostra?"

Gli chef: “Sì, la piadina è un patrimonio dell'umanità"
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21/gennaio/2014 - h. 14.27

ROMAGNA - I più importanti chef italiani condividono la battaglia dell’Assessore al Turismo della Regione Emilia Romagna Maurizio Melucci che pochi giorni fa ha lanciato la proposta di inserire la Piadina Romagnola tra i beni Patrimonio Unesco. Intervenuti a KlausCondicio, hanno ribadito come la “piadina” meriti a tutti gli effetti un riconoscimento così importante. Non ha dubbi Gianfranco Vissani che ha osservato: “Dico si alla proposta di Melucci, la piadina è un jolly, un piatto assolutamente centrale che può essere abbinato con altri cibi anche di gusti completamente diversi. Non possiamo però dimenticare che ci sono diverse forme nelle quali viene cucinata – precisa lo chef umbro - a Cesena è più spessa, a Rimini più fine e si usa lo strutto in modo diverso. Subentrano anche logiche campanilistiche che arricchiscono il prodotto e la sua varietà. Quello che eviterei è la piadina riscaldata. Perche mai l’Unesco ha tutelato la cucina giapponese e non la nostra? Quindi ben venga la proposta di Melucci”.

Sulla stessa lunghezza d’onda
, un altro peso massimo dell’enogastronomia italiana, lo chef stellato Davide Oldani che aggiunge: “ha ragione Melucci, la piadina è ormai un benchmark, un punto di riferimento della cucina italiana, un prodotto che si nutre di ingredienti vitali come sale, farina e acqua, un prodotto assolutamente eccellente. Anche se non fa parte della mia cultura culinaria – prosegue lo chef milanese più amato oltralpe - ritengo che la proposta di Melucci dia un’indicazione chiara: o si fa sistema, o non si va da nessuna parte. Qui i politici francesi sostengono con tutte le proprie forze i prodotti nazionali, in Italia non è così mentre dovrebbe esserlo. Anche se negli ultimi 15 anni qualcosa è cambiato - conclude Oldani - non è abbastanza. La piadina è cultura, la pizza è cultura. Adesso i ristoranti parigini clonano il lardo di Colonnata anche se non lo chiamano cosi. Questo dimostra che facciamo tendenza e fanno bene le istituzioni a sostenere le nostre eccellenze.”

Gli fa eco un altro mostro sacro
delle cucine nostrane, lo chef Gianni D’Amato, che da romagnolo doc ha le idee ben chiare: “La nostra piadina è un’eccellenza e potrei addirittura farne un dolce con lo squacquerone, perché no, ma va bene anche come antipasto, come primo o secondo. Credo che il compito delle istituzioni sia sostenere i prodotti, sostenere gli chef, quindi la provocazione di Melucci è utile. All’ estero – prosegue lo chef stellato - le istituzioni vanno di pari pari ai grandi cuochi e li sostengono. Penso a un festival che viene fatto in Provenza, i cuochi vano per strada e vengono acclamati e osannati. La politica deve capire che noi siamo degli ambasciatori del prodotto italiano e non siamo ben rappresentati. Da questo si spiega perché un ente come l’Unesco premi la cucina giapponese e ignori la nostra: forse le nostre lobby non sono sufficientemente incisive .”

Verissimo!

06/02/2014 11:51

Postato da BrigantiSrl

W la piadina Romagnola!