Forlì

Il mercatino di Natale sta morendo (gallery)

In Piazzetta Misura, 17 ambulanti e un crollo generale delle vendite. “Qui isolati, vogliamo andare in piazza”

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07/gennaio/2017 - h. 02.09

Piazzetta della Misura quasi deserta e affari a picco per gli ambulanti che dal primo dicembre affollano questo angolo di centro. Alla vigilia dell’Epifania, ieri, tra le bancarelle del mercatino di Natale le persone, quindi, i potenziali clienti, si contavano sulle dita di una mano. Ed è la fotografia di come si sia conclusa la “stagione” natalizia per gli ambulanti che ieri hanno chiuso i battenti.
“E’ andata molto male - dice Viviana della bancarella di bigiotteria -. Si vende molto meno rispetto agli anni passati: c’è una piazza ‘imbandita’ di bancarelle e intorno il vuoto. E’ una desolazione. Vengo da fuori Forlì e spero di riuscire a coprire le spese di 40 giorni, senza contare le ore di lavoro, la fatica e il freddo”. “Dovremo essere in piazza Saffi - afferma Andrea che vende artigianato etnico -. E’ una delle piazze più grandi d’Italia e ci sarebbe spazio per tutti: il mercatino di Natale, anche in tutti i Comuni vicini, è nella piazza principale della città, tranne qui. Anche il Comune di Forlì dovrebbe capire che sarebbe più bello”. Sul punto concordano tutti gli ambulanti che da anni
lottano per il trasferimento all’ombra di Saffi disposti anche a investire in nuove casette. 
“Sono anni - spiega Pier Paolo, titolare di un paio di bancarelle di dolciumi dal 1985 - che cerchiamo di tornare in piazza Saffi, come era all’inizio, con nuove baite di legno. In piazzetta della Misura siamo stati penalizzati - aggiunge la collega - e tutti gli anni il volume d’affari cala senza parlare degli ubriachi e dei drogati che ci circondano. Per fortuna che alle sette di sera si chiudeva”.
Concorda il fratello Maurizio, anche lui titolare di due banchi di dolciumi: “Presi due bancarelle perché le cose andavano bene e adesso una l’ho dovuta affittare. Lavorare per così poco non conviene. In una giornata come
oggi (la vigilia dell’Epifania, ndr), in altri anni, non avrei avuto tempo di parlare con lei. D’altra parte il nostro mercatino è brutto con questi stand obsoleti. Organizzano le gite per andarli a vedere in tutta Italia, ma chi verrebbe qui? Noi saremmo stati disposti a investire per fare stand più belli e attrattivi in piazza Saffi e lo chiediamo da anni”. 
Convinto che piazzetta della Misura sia “bellissima, ma non commerciale” è anche Sauro della bancarella di articoli natalizi: “Se il Comune non lo incentiva questo mercatino morirà. C’è sempre meno gente e chiaramente meno vendite perché questa non è una piazza di passaggio tanto è vero che anche con la mostra di Salgado noi non vediamo un turista e gli ambulanti in questi anni anni sono calati: eravamo 23 ora siamo 17”. “E’ stato davvero un Natale molto scarso - commenta Mauro della bancarella di oggettistica fantasy - perché la gente non gira più in centro. Credo che sia cambiato culturalmente il modo di vivere la città e il mercatino andrebbe rinnovato completamente per renderlo più attrattivo e più natalizio”.
Carmine con lo stand di artigianato artistico anticipa che il prossimo Natale non ci sarà a Forlì: “Non mi conviene più venire da San Leo: c’è troppo poca
gente”. L’incisore Mauro Benetello, presenza trentennale del mercatino, al banco con la moglie, non nasconde che “la crisi c’è e si tocca con mano”, ma può contare sui clienti affezionati alle sue incisioni, nonostante noti che “in centro c’è sempre meno gente a passeggio”. “Sempre peggio”, è anche il commento di Sonia nella bancarella dei dolciumi convinta che la gente preferisca andare nei centri commerciali dove trova “calze della Befana” di
ogni tipo già confezionate e a prezzi bassi. 
Uniche voci fuori dal coro sono Sara della bancarella di prodotti naturali e Armenza del Fric-Frac, da 55 anni ambulante, orgogliosa della sua produzione di torrone e di dolci: “Sono contenta perché ci sono ancora - dice - con prodotti di qualità. Ma mi piacerebbe tornare in piazza e sarebbe giusto”.
Un timido entusiasmo, molto lontano dal pensiero di Paolo e Tiziana, pure loro al banco dei dolciumi e da 20 anni al mercatino: “E’ stato un disastro. Come quest’anno mai, perché c’è veramente poca gente. D’altra parte anche alla vigilia di Natale il centro di Forlì era vuoto...”.
Maria Neri
Nella gallery, nell'ordine:
Viviana Bigiotteria
Mauro Oggettistica fantasy
Maurizio Dolciumi
Sonia Dolciumi
Pier Paolo Dolciumi
Andrea Artigianato etnico
Mauro Incisore, con la moglie
Sara Prodotti naturali
Armenza Torrone e dolci
Carmine Artigianato artistico
Tiziana Dolciumi
Sauro Articoli natalizi
Piazzetta della Misura quasi deserta e affari a picco per gli ambulanti che dal primo dicembre affollano questo angolo di centro. Alla vigilia dell’Epifania, tra le bancarelle del mercatino di Natale le persone, quindi, i potenziali clienti, si contavano sulle dita di una mano. Ed è la fotografia di come si sia conclusa la “stagione” natalizia per gli ambulanti che ieri hanno chiuso i battenti.

E’ andata molto male - dice Viviana della bancarella di bigiotteria -. Si vende molto meno rispetto agli anni passati: c’è una piazza ‘imbandita’ di bancarelle e intorno il vuoto. E’ una desolazione. Vengo da fuori Forlì e spero di riuscire a coprire le spese di 40 giorni, senza contare le ore di lavoro, la fatica e il freddo”. “Dovremo essere in piazza Saffi - afferma Andrea che vende artigianato etnico -. E’ una delle piazze più grandi d’Italia e ci sarebbe spazio per tutti: il mercatino di Natale, anche in tutti i Comuni vicini, è nella piazza principale della città, tranne qui. Anche il Comune di Forlì dovrebbe capire che sarebbe più bello”. Sul punto concordano tutti gli ambulanti che da annilottano per il trasferimento all’ombra di Saffi disposti anche a investire in nuove casette. 

“Sono anni - spiega Pier Paolo, titolare di un paio di bancarelle di dolciumi dal 1985 - che cerchiamo di tornare in piazza Saffi, come era all’inizio, con nuove baite di legno. In piazzetta della Misura siamo stati penalizzati - aggiunge la collega - e tutti gli anni il volume d’affari cala senza parlare degli ubriachi e dei drogati che ci circondano. Per fortuna che alle sette di sera si chiudeva”.Concorda il fratello Maurizio, anche lui titolare di due banchi di dolciumi: “Presi due bancarelle perché le cose andavano bene e adesso una l’ho dovuta affittare. Lavorare per così poco non conviene. In una giornata comeoggi (la vigilia dell’Epifania, ndr), in altri anni, non avrei avuto tempo di parlare con lei. D’altra parte il nostro mercatino è brutto con questi stand obsoleti. Organizzano le gite per andarli a vedere in tutta Italia, ma chi verrebbe qui? Noi saremmo stati disposti a investire per fare stand più belli e attrattivi in piazza Saffi e lo chiediamo da anni”. 

Convinto che piazzetta della Misura sia “bellissima, ma non commerciale” è anche Sauro della bancarella di articoli natalizi: “Se il Comune non lo incentiva questo mercatino morirà. C’è sempre meno gente e chiaramente meno vendite perché questa non è una piazza di passaggio tanto è vero che anche con la mostra di Salgado noi non vediamo un turista e gli ambulanti in questi anni anni sono calati: eravamo 23 ora siamo 17”. “E’ stato davvero un Natale molto scarso - commenta Mauro della bancarella di oggettistica fantasy - perché la gente non gira più in centro. Credo che sia cambiato culturalmente il modo di vivere la città e il mercatino andrebbe rinnovato completamente per renderlo più attrattivo e più natalizio”.

Carmine con lo stand di artigianato artistico anticipa che il prossimo Natale non ci sarà a Forlì: “Non mi conviene più venire da San Leo: c’è troppo poca gente”. L’incisore Mauro Benetello, presenza trentennale del mercatino, al banco con la moglie, non nasconde che “la crisi c’è e si tocca con mano”, ma può contare sui clienti affezionati alle sue incisioni, nonostante noti che “in centro c’è sempre meno gente a passeggio”. “Sempre peggio”, è anche il commento di Sonia nella bancarella dei dolciumi convinta che la gente preferisca andare nei centri commerciali dove trova “calze della Befana” di ogni tipo già confezionate e a prezzi bassi. 

Uniche voci fuori dal coro sono Sara della bancarella di prodotti naturali e Armenza del Fric-Frac, da 55 anni ambulante, orgogliosa della sua produzione di torrone e di dolci: “Sono contenta perché ci sono ancora - dice - con prodotti di qualità. Ma mi piacerebbe tornare in piazza e sarebbe giusto”.Un timido entusiasmo, molto lontano dal pensiero di Paolo e Tiziana, pure loro al banco dei dolciumi e da 20 anni al mercatino: “E’ stato un disastro. Come quest’anno mai, perché c’è veramente poca gente. D’altra parte anche alla vigilia di Natale il centro di Forlì era vuoto...”.

Maria Neri

Nella gallery, nell'ordine:

Viviana Bigiotteria, Mauro Oggettistica fantasy, Maurizio Dolciumi, Sonia Dolciumi, Pier Paolo Dolciumi, Andrea Artigianato etnico, Mauro Incisore con la moglie, Sara Prodotti naturali, Armenza Torrone e dolci, Carmine Artigianato artistico, Tiziana Dolciumi, Sauro Articoli natalizi.