Arte contemporanea

Sono “Qi” (gallery)

Raffaella Vaccari, dalla teorie di Parini allo studio della calligrafia cinese dalla disciplina taoista all’eclettismo

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08/gennaio/2017 - h. 03.27

Spesso accade che l’identità di un luogo si intrecci con la presenza di personaggi o figure che vanno a costruirne il prolungamento naturale.
Può capitare a Rimini, in uno dei suoi luoghi simbolo, come il grattacielo, microcosmo e dedalo di incontri e di relazioni più diverse. Succede poiché da tempo questa città verticale costituisce un polo attrattore per residenze
artistiche. E’ accaduto ad esempio negli anni ’60 quando due pittori di tutto rispetto nel panorama riminese (Giuseppe Piombini e Celso Miselli) hanno condiviso lo studio al venticinquesimo piano, cercando la strada verso la ricerca astratta. Continua ancora oggi con la presenza di tanti studiosi e artisti
che hanno eletto lì dimora. 
Non sarà dunque un caso se confondendosi tra i tanti talenti distribuiti nei piani anche Raffaella Vaccari (ritratta in pagina nella fotografia di Antonella Caravita), riminese, classe ’64, sia stata attratta da questo edificio che per la sua irriducibile particolarità fisica costituisce sempre un formidabile generatore e moltiplicatore di suggestioni. Raffaella Vaccari appartiene a quella categoria di persone dotate di una curiosità inappagata, capace di prendersi la libertà di esplorare sentieri diversi e di abbracciare anche l’incertezza dei risultati. La sua è un’operosità diramata in molteplici rivoli
che si trasformano in occasioni di indagine.
Negli anni si è avvicinata alle tecniche pittoriche, ha coltivato discipline estetiche, nella direzione formulata dalla metodologia della lettura delle opere
d’arte della Scuola Operativa Italiana e del Costruttivismo radicale: sono le proposte teoriche-didattiche di Pino Parini; assieme a lui Raffaella ha fondato nel 2012 il Gruppo Operazionista di Ricerca Logonica. Non si è fatta mancare corsi d’arte, dalla scuola di disegno di Umberto Folli, ai corsi di raku e ceramica di Giò Urbinati, a quelli di incisione di Rossano Guerra, ai corsi di Vittorio D’Augusta e Francesco Izzo sull’eclettismo nella pittura contemporanea, e anche di Fausto Minestrini per la pittura polimaterica. Ma la sua curiosità non si è fermata qui. Attratta dalla cultura orientale si dedica al tai chi, disciplina ginnica energetica, studiata e approfondita negli ambienti buddisti e taoisti con lo scopo di mantenere l’organismo efficiente e favorire la longevità. 
Coltiva inoltre lo studio della scrittura cinese (Shufa), una delle forme più antiche di rappresentazione grafica, giunta a noi attraverso millenni di storia. La calligrafia in Cina è considerata una forma d’arte. Ogni calligrafo mira ad esprimere la propria personalità attraverso l’acquisizione progressiva della tecnica di utilizzo del pennello. Per mezzo della scrittura l’artista può esprimere il proprio qi, la propria “energia”. 
Insomma Raffaella Vaccari ha cercato di trarre profitto da questa fitta trama di interessi andando alla ricerca di una sua espressività fatta di linguaggi diversi, utilizzando pittura, scrittura, arte performativa e video e mettendo a frutto le sue conoscenze. «Questa è un ‘epoca di molte, troppe voci, di rumori, di eccesso di cose inutili», ci dice l’artista. «Vorrei cercare di cancellare i confini delle parole per ritornare alla lingua materna. Una lingua che nomini le cose prima che si imprigionino in classificazioni logiche, trovando parole nude prive di categorizzazioni, che trasudano ancora di terra, di corpo, di madre, di preludio, della fragilità degli inizi». Una prospettiva, questa, che non si può non condividere, in considerazione degli eccessi di immagini e comunicazione planetari di oggi.
L’artista sigla i suoi lavori pittorici con una spirale, un simbolo dall’antico significato, che indica un movimento circolare scaturito da un punto d’origine,
che mantiene e prolunga all’infinito questo movimento, una linea senza fine, che collega due estremità. Come dire, espansione, estensione, continuità in rotazione. Che è poi il senso del suo operare. Alla ricerca del proprio talento.
Informazioni sull’opera dell’artista sono qui: www.raffaellavaccari.eu.
Annamaria Bernucci
Spesso accade che l’identità di un luogo si intrecci con la presenza di personaggi o figure che vanno a costruirne il prolungamento naturale. Può capitare a Rimini, in uno dei suoi luoghi simbolo, come il grattacielo, microcosmo e dedalo di incontri e di relazioni più diverse. Succede poiché da tempo questa città verticale costituisce un polo attrattore per residenze artistiche. E’ accaduto ad esempio negli anni ’60 quando due pittori di tutto rispetto nel panorama riminese (Giuseppe Piombini e Celso Miselli) hanno condiviso lo studio al venticinquesimo piano, cercando la strada verso la ricerca astratta. Continua ancora oggi con la presenza di tanti studiosi e artistiche hanno eletto lì dimora. 

Non sarà dunque un caso se confondendosi tra i tanti talenti distribuiti nei piani anche Raffaella Vaccari (ritratta in pagina nella fotografia di Antonella Caravita), riminese, classe ’64, sia stata attratta da questo edificio che per la sua irriducibile particolarità fisica costituisce sempre un formidabile generatore e moltiplicatore di suggestioni. Raffaella Vaccari appartiene a quella categoria di persone dotate di una curiosità inappagata, capace di prendersi la libertà di esplorare sentieri diversi e di abbracciare anche l’incertezza dei risultati. La sua è un’operosità diramata in molteplici rivoliche si trasformano in occasioni di indagine.

Negli anni si è avvicinata alle tecniche pittoriche, ha coltivato discipline estetiche, nella direzione formulata dalla metodologia della lettura delle opered’arte della Scuola Operativa Italiana e del Costruttivismo radicale: sono le proposte teoriche-didattiche di Pino Parini; assieme a lui Raffaella ha fondato nel 2012 il Gruppo Operazionista di Ricerca Logonica. Non si è fatta mancare corsi d’arte, dalla scuola di disegno di Umberto Folli, ai corsi di raku e ceramica di Giò Urbinati, a quelli di incisione di Rossano Guerra, ai corsi di Vittorio D’Augusta e Francesco Izzo sull’eclettismo nella pittura contemporanea, e anche di Fausto Minestrini per la pittura polimaterica. Ma la sua curiosità non si è fermata qui. Attratta dalla cultura orientale si dedica al tai chi, disciplina ginnica energetica, studiata e approfondita negli ambienti buddisti e taoisti con lo scopo di mantenere l’organismo efficiente e favorire la longevità. 

Coltiva inoltre lo studio della scrittura cinese (Shufa), una delle forme più antiche di rappresentazione grafica, giunta a noi attraverso millenni di storia. La calligrafia in Cina è considerata una forma d’arte. Ogni calligrafo mira ad esprimere la propria personalità attraverso l’acquisizione progressiva della tecnica di utilizzo del pennello. Per mezzo della scrittura l’artista può esprimere il proprio qi, la propria “energia”. 

Insomma Raffaella Vaccari ha cercato di trarre profitto da questa fitta trama di interessi andando alla ricerca di una sua espressività fatta di linguaggi diversi, utilizzando pittura, scrittura, arte performativa e video e mettendo a frutto le sue conoscenze. «Questa è un ‘epoca di molte, troppe voci, di rumori, di eccesso di cose inutili», ci dice l’artista. «Vorrei cercare di cancellare i confini delle parole per ritornare alla lingua materna. Una lingua che nomini le cose prima che si imprigionino in classificazioni logiche, trovando parole nude prive di categorizzazioni, che trasudano ancora di terra, di corpo, di madre, di preludio, della fragilità degli inizi». Una prospettiva, questa, che non si può non condividere, in considerazione degli eccessi di immagini e comunicazione planetari di oggi.

L’artista sigla i suoi lavori pittorici con una spirale, un simbolo dall’antico significato, che indica un movimento circolare scaturito da un punto d’origine,che mantiene e prolunga all’infinito questo movimento, una linea senza fine, che collega due estremità. Come dire, espansione, estensione, continuità in rotazione. Che è poi il senso del suo operare. Alla ricerca del proprio talento.

Informazioni sull’opera dell’artista sono qui: www.raffaellavaccari.eu.

Annamaria Bernucci