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Estetiste battute, assolta Caterina Balivo (gallery)

La conduttrice era stata denunciata per dichiarazioni ritenute lesive durante Porta a Porta nel 2009

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11/febbraio/2017 - h. 19.40

Era finita nel mirino di Confestetica, l’associazione nazionale delle estetiste con sede a Rimini, per alcune frasi che avrebbero leso la reputazione della categoria nel corso di una puntata di ‘Porta a Porta’. E’ con l’accusa di diffamazione aggravata che Caterina Balivo, nota conduttrice televisiva Rai, ha dovuto affrontare un processo conclusosi ieri, dopo 12 udienze davanti al tribunale monocratico di Rimini, con un’assoluzione piena. Ma andiamo con ordine. E’ il 12 marzo 2009, quando durante una puntata di Porta a Porta, dedicata ai trattamenti estetici, la Balivo - all’epoca conduttrice di ‘Festa Italiana’ -, ribadisce più volte la sua contrarietà a ogni tipo di ritocco estetico.
Fosse stato solo per quello, le sue valutazioni sarebbero presto cadute nel
dimenticatoio. Invece la conduttrice si spinge oltre e, con veemenza, afferma
davanti a milioni di telespettatori che “tutte, tutte, quasi tutte le estetiste fanno
uso di siringhe per praticare trattamenti chirurgici”, come le iniezioni di collagene e botulino (pratiche, queste, vietate alla categoria dalla legge), ponendosi come ‘testimone oculare’ del misfatto: “Io le vedo che le usano, io le vedo”. Tra gli ospiti in studio c’è anche Francesca Martini, allora sottosegretario alla Salute, che udite le parole della bella conduttrice
napoletana interviene promettendo di intensificare i controlli nei centri estetici.
Le frasi incriminate scatenano la reazione di Confestetica che, sentendosi
‘punta’ nel vivo, decide di querelare la Balivo per diffamazione pluriaggravata.
Rinviata a giudizio nel luglio 2013, la 36enne partenopea ieri è stata “assolta
perchè il fatto non costituisce reato”, così ha deciso il giudice del tribunale di Rimini, la dottoressa Raffaella Ceccarelli. Era stato lo stesso pubblico ministero a chiederne l’assoluzione, sottolinenado come quelle frasi rientrassero nel diritto di critica. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’avvocato della Balivo, Roberto Ruggiero, ieri sostituito dal collega di studio
Antonio Cardamore, che ne aveva chiesto l’assoluzione spiegando che la sua assistita non solo non aveva mai pronunciato la parola estetiste, ma che si riferiva a delle amiche che avevano subito le conseguenze della chirurgia estetica.
Di tutt’altro avviso l’avvocato Gian Paolo Colosimo (rappresentante legale di Confestetica, costituitasi parte civile) che, al termine della sua arringa, aveva
chiesto la condanna e un risarcimento danni pari a 20mila euro. “Caterina - racconta l’avvocato Ruggiero - che è una pasionaria contro i ritocchi e le plastiche, aveva detto che quasi tutte le donne li fanno, puntando il dito contro chi fa uso di quelle sostanze e non contro le estetiste”.
La stessa Balivo, comparsa lo scorso giugno nel palazzo di giustizia riminese per rendere dichiarazioni spontanee in merito alla vicenda, aveva spiegato: “Non volevo offendere nessuno, tanto meno la categoria delle estetiste, che stimo. Non ho nulla contro di loro, le mie frasi erano rivolte alle donne, soprattutto a quelle più giovani che ricorrono alla chirurgia estetica quando non ne avrebbero bisogno. La mia era una critica nei loro confronti, non nei confronti delle estetiste”.
Lamberto Abbati
Era finita nel mirino di Confestetica, l’associazione nazionale delle estetiste con sede a Rimini, per alcune frasi che avrebbero leso la reputazione della categoria nel corso di una puntata di ‘Porta a Porta’. E’ con l’accusa di diffamazione aggravata che Caterina Balivo, nota conduttrice televisiva Rai, ha dovuto affrontare un processo conclusosi ieri, dopo 12 udienze davanti al tribunale monocratico di Rimini, con un’assoluzione piena. Ma andiamo con ordine. E’ il 12 marzo 2009, quando durante una puntata di Porta a Porta, dedicata ai trattamenti estetici, la Balivo - all’epoca conduttrice di ‘Festa Italiana’ -, ribadisce più volte la sua contrarietà a ogni tipo di ritocco estetico.

Fosse stato solo per quello, le sue valutazioni sarebbero presto cadute nel dimenticatoio. Invece la conduttrice si spinge oltre e, con veemenza, afferma davanti a milioni di telespettatori che “tutte, tutte, quasi tutte le estetiste fanno uso di siringhe per praticare trattamenti chirurgici”, come le iniezioni di collagene e botulino (pratiche, queste, vietate alla categoria dalla legge), ponendosi come ‘testimone oculare’ del misfatto: “Io le vedo che le usano, io le vedo”. Tra gli ospiti in studio c’è anche Francesca Martini, allora sottosegretario alla Salute, che udite le parole della bella conduttrice napoletana interviene promettendo di intensificare i controlli nei centri estetici.

Le frasi incriminate scatenano la reazione di Confestetica che, sentendosi ‘punta’ nel vivo, decide di querelare la Balivo per diffamazione pluriaggravata. Rinviata a giudizio nel luglio 2013, la 36enne partenopea ieri è stata “assolta perchè il fatto non costituisce reato”, così ha deciso il giudice del tribunale di Rimini, la dottoressa Raffaella Ceccarelli. Era stato lo stesso pubblico ministero a chiederne l’assoluzione, sottolinenado come quelle frasi rientrassero nel diritto di critica. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’avvocato della Balivo, Roberto Ruggiero, ieri sostituito dal collega di studio Antonio Cardamore, che ne aveva chiesto l’assoluzione spiegando che la sua assistita non solo non aveva mai pronunciato la parola estetiste, ma che si riferiva a delle amiche che avevano subito le conseguenze della chirurgia estetica.

Di tutt’altro avviso l’avvocato Gian Paolo Colosimo (rappresentante legale di Confestetica, costituitasi parte civile) che, al termine della sua arringa, avevachiesto la condanna e un risarcimento danni pari a 20mila euro. “Caterina - racconta l’avvocato Ruggiero - che è una pasionaria contro i ritocchi e le plastiche, aveva detto che quasi tutte le donne li fanno, puntando il dito contro chi fa uso di quelle sostanze e non contro le estetiste”.

La stessa Balivo, comparsa lo scorso giugno nel palazzo di giustizia riminese per rendere dichiarazioni spontanee in merito alla vicenda, aveva spiegato: “Non volevo offendere nessuno, tanto meno la categoria delle estetiste, che stimo. Non ho nulla contro di loro, le mie frasi erano rivolte alle donne, soprattutto a quelle più giovani che ricorrono alla chirurgia estetica quando non ne avrebbero bisogno. La mia era una critica nei loro confronti, non nei confronti delle estetiste”.

Lamberto Abbati