Rimini

“Life style”, nuove indagini e perquisizioni (gallery)

Coinvolti anche i titolari di due centri sportivi e i personal trainer che consumavano e offrivano farmaci dopanti

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28/luglio/2017 - h. 14.38

 

Il personale della Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Rimini, a conclusione di un’indagine finalizzata al contrasto del commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, ha eseguito questa mattina numerose perquisizioni su mandato del Pubblico Ministero della locale Procura della Repubblica Davide Ercolani.
Le indagini rappresentano una costola della più ampia operazione conclusa nel mese di luglio dello scorso anno dalla Sezione narcotici denominata “Life style”, nel corso della quale furono eseguiti numerosi arresti sia in flagranza che su mandato della Procura di Rimini per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti, commercio di farmaci anabolizzanti e ricettazione, dove emersero spunti investigativi in ordine al commercio di farmaci anabolizzanti da parte di alcuni indagati, successivamente approfonditi in questi mesi con il coordinamento del Pubblico Ministero Davide Ercolani, 
Nel corso di tale attività, iniziata nel mese di novembre del 2016, sono state monitorate diverse palestre cittadine, alcuni personal trainer e un medico sportivo. In particolare venivano individuate alcune persone gravitanti nel mondo delle palestre: gestori e  personal trainer, che, oltre a consumare sostanze dopanti, vendevano anabolizzanti ai giovani frequentatori delle palestre stesse. La loro attività veniva seguita dai giovani sui social network, ove professavano lo sviluppo del fisico secondo i sogni più estremi.
Le indagini consentivano di accertare che la maggior parte dei prodotti posti in vendita proveniva dall’estero, attraverso canali diversi dalle farmacie o comunque dalle altre strutture preposte a tale scopo.
Le perquisizioni sono state infatti eseguite nei confronti: di V.B., 57enne medico riminese già indagato in passato per reati analoghi; di I.B., 43enne, e di G.B., 40enne, titolari di palestre ubicate a Rimini e a Cattolica (perquisite in questo caso anche le palestre); di F.Z., 29enne, e di E.G., 36enne, entrambi personal trainer residenti a Rimini; di A.L., 37enne, personal trainer residente a Messina.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati a casa degli indagati farmaci anabolizzanti di vario tipo detenuti illegalmente (Trebol – Durateston – Winstrol – HGH – Trembolone ), motivo per il quale è scattata per tutti la denuncia per la detenzione illecita di tali sostanze come previsto dalla normativa del 2000, nonché per il reato di ricettazione.
Va ricordato infatti che scatta il reato di ricettazione nel caso di acquisto di anabolizzanti vietato dalla legge, anche solo per soddisfare un proprio bisogno edonistico di incrementare la massa muscolare. E' quanto emerge dalla sentenza della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione del 14 aprile 2016.
Il medico è stato inoltre deferito per esercizio abusivo della professione sanitaria poiché continuava ad esercitare la sua professione, pur essendo stato in passato indagato per fatti analoghi.
I poliziotti dell’antidroga hanno infine sequestrato in diversi casi materiale informatico e computer (anche smartphone e chiavette usb), materiale che verrà attentamente analizzato per trovare ulteriori riscontri all’attività illecita posta in essere dagli indagati.
Gli stessi, come emerso durante l’attività, si procuravano infatti gli anabolizzanti navigando sul web su siti stranieri e usando chat dedicate, i quali propongono agli appassionati di fitness integratori e steroidi a prezzi super competitivi che in Italia sono vietati per legge. 
Il personale della Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Rimini, a conclusione di un’indagine finalizzata al contrasto del commercio di farmaci anabolizzanti attraverso canali diversi dalle farmacie, ha eseguito questa mattina numerose perquisizioni su mandato del Pubblico Ministero della locale Procura della Repubblica Davide Ercolani.

 

Le indagini rappresentano una costola della più ampia operazione conclusa nel mese di luglio dello scorso anno dalla Sezione narcotici denominata “Life style”, nel corso della quale furono eseguiti numerosi arresti sia in flagranza che su mandato della Procura di Rimini per detenzione al fine di spaccio di sostanze stupefacenti, commercio di farmaci anabolizzanti e ricettazione, dove emersero spunti investigativi in ordine al commercio di farmaci anabolizzanti da parte di alcuni indagati, successivamente approfonditi in questi mesi con il coordinamento del Pubblico Ministero Davide Ercolani, 

Nel corso di tale attività, iniziata nel mese di novembre del 2016, sono state monitorate diverse palestre cittadine, alcuni personal trainer e un medico sportivo. In particolare venivano individuate alcune persone gravitanti nel mondo delle palestre: gestori e  personal trainer, che, oltre a consumare sostanze dopanti, vendevano anabolizzanti ai giovani frequentatori delle palestre stesse. La loro attività veniva seguita dai giovani sui social network, ove professavano lo sviluppo del fisico secondo i sogni più estremi.

Le indagini consentivano di accertare che la maggior parte dei prodotti posti in vendita proveniva dall’estero, attraverso canali diversi dalle farmacie o comunque dalle altre strutture preposte a tale scopo.

Le perquisizioni sono state infatti eseguite nei confronti: di V.B., 57enne medico riminese già indagato in passato per reati analoghi; di I.B., 43enne, e di G.B., 40enne, titolari di palestre ubicate a Rimini e a Cattolica (perquisite in questo caso anche le palestre); di F.Z., 29enne, e di E.G., 36enne, entrambi personal trainer residenti a Rimini; di A.L., 37enne, personal trainer residente a Messina.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati a casa degli indagati farmaci anabolizzanti di vario tipo detenuti illegalmente (Trebol – Durateston – Winstrol – HGH – Trembolone), motivo per il quale è scattata per tutti la denuncia per la detenzione illecita di tali sostanze come previsto dalla normativa del 2000, nonché per il reato di ricettazione.

Va ricordato infatti che scatta il reato di ricettazione nel caso di acquisto di anabolizzanti vietato dalla legge, anche solo per soddisfare un proprio bisogno edonistico di incrementare la massa muscolare. E' quanto emerge dalla sentenza della Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione del 14 aprile 2016.
Il medico è stato inoltre deferito per esercizio abusivo della professione sanitaria poiché continuava ad esercitare la sua professione, pur essendo stato in passato indagato per fatti analoghi.

I poliziotti dell’antidroga hanno infine sequestrato in diversi casi materiale informatico e computer (anche smartphone e chiavette usb), materiale che verrà attentamente analizzato per trovare ulteriori riscontri all’attività illecita posta in essere dagli indagati. Gli stessi, come emerso durante l’attività, si procuravano infatti gli anabolizzanti navigando sul web su siti stranieri e usando chat dedicate, i quali propongono agli appassionati di fitness integratori e steroidi a prezzi super competitivi che in Italia sono vietati per legge.