"Il futuro di Ebi è nelle sue mani"

L'amministratore delegato dell'Andrea Costa Giampiero Domenicali ritorna sulle polemiche legate al giocatore nigeriano, parso svogliato nelle ultime settimane e intenzionato a cambiare aria. "Se vorr

"Il futuro di Ebi è nelle sue mani"
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11/febbraio/2011 - h. 07.11

IMOLA – La misura è ormai colma. L’ennesimo comportamento sopra le righe di Ebi andata in scena contro Forlì, ha mandato su tutte le furie i dirigenti dell’Aget Imola e coach Lasi, che non hanno nascosto di non tollerare più i comportamenti del giocatore nigeriano. Dal defibrillatore rotto a Scafati dopo che gli arbitri gli avevano sanzionato un fallo, ad alcuni colpi di testa dentro e fuori dal campo, la lista è davvero lunga con l’ultimo capitolo della saga andato in scena domenica al termine del derby. Il giocatore è tornato a casa in automobile insieme alla moglie invece che con la squadra, senza avvisare nessuno della società, tanto che il pullman lo ha aspettato invano per venti minuti. Il calo di rendimento, inoltre, è arrivato alla fine del girone di andata, quando il suo contratto è cambiato, con l’ingaggio che è stato ridotto di un terzo, e le sirene della massima serie che si sono fatte sentire.

“Ho letto tante inesattezze in questi giorni su Ebi – spiega l’amministratore delegato dell’Andrea Costa, Giampiero Domenicali -. Il giocatore dal 10 gennaio è libero di andarsene se una squadra in Italia o in Europa lo cerca, pagandoci il buyout. Di offerte ufficiali non ce ne sono ancora arrivate. L’unica è stata quella di Avellino fatta però al suo procuratore, e dunque per noi non esiste. Ebi quindi è e resta un giocatore dell’Aget”.
Lo sfogo che avete avuto all’indomani del derby vinto farebbe però pensare il contrario.
“La scorsa settimana avevo fatto un discorso alla squadra, dicendo che dopo le quattro sconfitte consecutive in cui non avevo visto in campo il giusto spirito, davo altre tre partite per riscattarsi, quella di Forlì, la trasferta di Reggio Emilia e quella interna con Barcellona, e soltanto al termine di questo trittico avremo fatto le nostre valutazioni. Queste parole valgono per tutto il gruppo, Ebi compreso”.

Ebi però non è parso all’altezza della situazione.
“Già negli allenamenti prima della gara con Forlì non aveva dimostrato grande impegno ed infatti l’allenatore ha deciso di non farlo partire in quintetto. Alcuni atteggiamenti come il bacio provocatorio rivolto alla curva forlivese e certe parole rivolte alla panchina non mi sono piaciuti e devo dire che se la squadra ha dimostrato voglia di vincere e grande determinazione, Ebi non lo ha fatto sia dal lato comportamentale che da quello tecnico”.

Sembra chiaro che il giocatore voglia andare via a tutti i costi.
“Se vuole avere delle pretendenti in categorie superiori, il primo a doversi impegnare è proprio Ebi. Se non gioca al massimo e non ritorna quello di qualche settimana fa, difficilmente qualcuno lo cercherà e questo glielo deve aver detto anche il suo procuratore. Contro Forlì la squadra ha dimostrato di saper vincere e di giocare bene anche senza il suo apporto e dunque ora il futuro è nelle sue mani”.

Anche quest’anno il giocatore ha dimostrato di essere ingestibile.

“Se un atleta con le sue doti fisiche e tecniche gioca in serie A2 in una società piccola come Imola in lotta per la salvezza e non in altri palcoscenici, vuole dire che ha qualche limite, e il suo è caratteriale. Noi attendiamo un suo pronto riscatto e speriamo possa avvenire a breve. I segnali sembrano essere positivi, perché negli ultimi giorni si è allenato con grande impegno”.

ldf