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"Stare nudi alla Bassona non è un reato"

Svolta a favore dei naturisti: il pm chiede l'archiviazione per le prime denunce di maggio

Naturisti: il pm chiede l'archiviazione

(foto Genovesi)

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27/giugno/2012 - h. 12.45

RAVENNA - Non è più un luogo riservato a loro. Ma dato che per tradizione consolidata è frequentato dai naturisti, non c’è nessun reato a togliersi il costume su quel tratto di arenile. E’ quanto in buona sostanza hanno precisato sia il pm Monica Gargiulo che il giudice di Pace per le indagini preliminari, Maria De Rosa. Si tratta di una riconsegna simbolica della Bassona ai nudisti attraverso le prime archiviazioni delle denunce per atti contrari alla pubblica decenza (articolo 726 del codice penale) fatte dalla Forestale a partire dal marzo scorso.

Nello specifico, il primo decreto fa riferimento a un verbale elevato alle 11.40 del 25 marzo a un 55enne lughese pizzicato in spiaggia senza costume. Il 2 maggio successivo il pm Gargiulo titolare del fascicolo così motiva la sua richiesta di chiusura definitiva del caso: “Trattasi di luogo, se pure non più riservato ai naturisti, che è comunque normalmente o tradizionalmente frequentato da costoro”. Richiesta esaminata e condivisa poche settimane dopo dal giudice De Rosa. E tutto archiviato con tanto di copia depositata in cancelleria. Analoghe richieste di archiviazione formulate anche dai pm Isabella Cavallari e Angela Scorza non sono state ancora esaminate dal gip.

Chi comunque per ora esulta
è l’avvocato felsineo Jean Pascal Marcacci, oltre che difensore del 55enne naturista denunciato, anche presidente dell’Aner, l’associazione regionale dei naturisti. Una soddisfazione che trapela nell’incipit della missiva inviata agli associati giusto lunedì scorso: “Cari amici naturisti e soci Aner - vi si legge - l’estate naturista va benissimo”. E oltre alle “gite sociali all’oasi naturista di Zello e sul fiume Trebbia”, viene subito tirato in ballo il tormentone di questo primo scorcio d’estate. “Sono andate altrettanto bene - garantisce Marcacci - le manifestazioni in piazza” del Popolo e in spiaggia “del 16-17 giugno a difesa della Bassona e per la libertà di stare nudi sull’arenile”.

Il presidente Aner entra quindi nel merito della querelle giudiziale sostenendo, a nome dell’associazione, di avere “respinto ormai definitivamente gli attacchi della Forestale. Chi si è affidato alla difesa del sottoscritto - continua l’avvocato bolognese - ha avuto la propria posizione archiviata dalla magistratura di Ravenna” la quale in buona sostanza “ha dichiarato la perfetta liceità della pratica naturista a Lido di Dante. Non avevamo dubbi - conclude Marcacci - ma l’intimidazione ha scoraggiato il naturismo di molte persone. Ricordiamo comunque che chi ha subito ingiuste denunce troverà la nostra assistenza legale”.
ACo