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Uranio e tumori: indagine in tandem

Spuntano nuove segnalazioni: ammalato anche un alto ufficiale dell’esercito reduce da una missione all’estero

Uranio e tumori: indagine in tandem
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24/febbraio/2013 - h. 15.28

RIMINI - La Procura di Rimini ha iniziato a lavorare in tandem con quella di Padova sul fronte dell’uranio impoverito.
L’ispettore della polizia municipale di Rimini Costantino Filidoro si è incontrato con l’ispettore Omero Negrisolo proveniente dall’agenzia Arpav (l’agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) e ora in servizio presso la polizia giudiziaria della Procura padovana. Un fascicolo di indagine è stato aperto anche da Sergio Dini, il magistrato padovano che in passato si era occupato dell’inchiesta sull’amianto e proveniente a sua volta, come il riminese Davide Ercolani, dalle fila della magistratura militare.

I due magistrati con i rispettivi collaboratori si sono già scambiati un abbondante carteggio, documenti che serviranno ad approfondire sia gli effetti collaterali derivanti dal contatto e la manipolazione di materiale bellico realizzato con uranio impoverito sia i problemi causati dai vaccini di vecchia generazione e dai protocolli disattesi al momento di somministrare il farmaco ai soldati.  L’inchiesta riminese, per il momento a carico di ignoti e che ipotizza il reato di lesioni e omicidio colposo, si è arricchita della testimonianza di un alto ufficiale dell’esercito tornato ammalato da una missione all’estero.  

“Ben venga che si indaghi su entrambi i fronti, quello dell’uranio e quello dei vaccini - afferma Domenico Leggiero l’ex pilota dell’Esercito fondatore dell’Osservatorio militare che da tredici anni sta seguendo questa vicenda - anche perché in questo modo si potrà finalmente eliminare ogni ragionevole dubbio”. E l’ex pilota fa presente che, sul tema, tali dubbi per la comunità scientifica non sono mai esistiti. “Altrimenti non si spiega - aggiunge - come mai si ammalano i pastori e le pecore in Sardegna (a Salto di Quirra dove si si trova un Poligono Iterforze e dove da anni si registrano malformazioni in uomini e animali e numerosi casi di linfoma di Hodgking) che non hanno mai subito vaccinazioni. Inoltre - aggiunge sempre Leggiero - sono stato in Bosnia dove ci sono numerosi cittadini ammalati e con nano particelle di metalli pesanti nel sangue come i nostri soldati. E certamente i bosniaci non sono stati vaccinati”.

L’insorgenza di tumori, secondo quanto accertato finora dagli studi scientifici, non è legato alla radioattività del materiale (radioattività che dopo la lavorazione risulta molto bassa) ma alla presenza di polveri sottili che si producono con le elevate temperature, a seguito dell’esplosione e che si annidano nel nucleo della cellula a stretto (e pericoloso) contatto con il filamento del Dna.

Fausta Mannarino