Ossi di seppia: da versi a gioiello

Con la libera interpretazione del mosaico la tecnica orafa diventa forma poetica. La metamorfosi nella mostra alla Galleria dell'Accademia

Ossi di seppia: da versi a gioiello
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09/giugno/2011 - h. 12.11

RAVENNA - “Ossi di Seppia...” e il gioiello diventa una forma poetica, tra ricerca, invenzione e progetto. E’ questa la mostra degli allievi del Corso di Oreficeria e del Workshop di Gioiello e Mosaico Filato dell’Accademia Di Belle Arti di Ravenna. Il taglio del nastro è in calanedario domani (ore 17) nella galleria dell’Accademia, in via delle Industrie e rimmarrà aperta dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì fino al 10 giugno e fino al 24 giugno dalle 9 alle 13. L’assonanza del titolo della mostra con la raccolta di poesie di Eugenio Montale è suggestiva, inoltre i gioielli in mostra  sono micro fusioni realizzate con la tecnica orafa, di tradizione millenaria dell’osso di seppia. “Il Corso di Oreficeria - spiega la coordinatrice didattica, prof Maria Rita Bentini - è riuscito a mettere in campo un esempio straordinario delle potenzialità e delle capacità che possono emergere anche in un ambito didattico e di studio. E’ la dimostrazione di come un’esperienza, un percorso di studio riesca a trasformarsi in fatto creativo, dove l’autonomia del pensiero soggettivo di ogni studente si trasformi in possibili forme poetiche e quindi diventi sostanzialmente arte”.

I manufatti spaziano in molteplici direzioni da riferimenti in parte figurativi a rappresentazioni nel metallo (argento, rame, ottone, acciaio e zinco) fino a vere e proprie sensazioni emotive. Si possono trovare caratteri geometrici, visioni di impostazione ludica, ricerche in bilico tra arte e design, tra rimandi al mondo della moda e progettazione di un vero e proprio bestiario personale.  “Un’attenzione particolare è stata data anche allo studio della linea, del segno e dell’intervento sulla superficie metallica - continua la prof Bentini - Inoltre sono stati utilizzati diversi supporti come il legno, le resine e le paste vetrose. Tecniche di saldatura, di laminazione, di limatura, di battitura e di trafilatura hanno accompagnato il lavoro dei nostri studenti che hanno potuto verificare cosa significa pensare il gioiello come un’ulteriore espressione e forma d’arte”.

Ecco tutti i giovani artisti in mostra: Giulia Alecci, Beatrice Battistini, Cristina Bizzocchi, Valentina Canella, Nicole Castagnini, Daniela Cavicchi, Luca Cutugno, Angela Fabbri, Enrico Fantini, Sara Finato, Antonella Garro, Carla Guerra, Jessica Martinelli, Clarissa Montanari, Martina Paparo, Marica Pelliconi, Giorgia Pettinari, Beatrice Sansavini, Gianluca Savini, Elia Savoia, Giovanna Tinnirello Sammito, Martina Scardigli, Virna Valli, Marinella Verlicchi, Raffaella Ceccarossi, Naghmeh Farahvash Fashandi, Rita Gorini, Francesca Innocenti, Marisa Monaco, Erica Perugia, Angela Nicole Rossi, Andrea Sala, Francesca Balconati, Giorgio Boccaccini, Maria-Désirèe Chaudani e Loretta Merenda. “Negli ultimi decenni il mosaico è divenuto una delle forme d’arte più libere ed espressive - conclude la prof Bentini - Del resto nel magico spazio di San Vitale, Teodora non è forse avvolta da meravigliosi gioielli? Splendidi pezzi in cui il colore e la raffinatezza del micromosaico di uniscono all’idea di un gioiello pensato come un prezioso pezzo di scultura, di pittura, di decorazione e (perchè no?) di scenografia”.

Anna Budini