Il mosaico bruciato di Samantha

Con sughero, legno, vetro e spilli nasce la sperimentazione musiva made in Usa

Il mosaico bruciato di Samantha
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12/maggio/2011 - h. 11.25

RAVENNA - Da New York a Ravenna per inseguire la passione del mosaico. E’ questa la storia di Samantha Holmes, da settembre dello scorso anno in Italia, laureata alla facoltà di Visual and Environmental Studies (arte visiva) all’Harvard University di Boston: “Mi sono laureata nel 2006 e all’università ho iniziato a sperimentare il mosaico - racconta Samantha - le tessere che utilizzavo nelle mie prime opere erano in legno e cartone dipinto, tagliate a mano. Infatti, negli Stati Uniti, non avevo a disposizione i materiali tradizionali”. Da qui la scelta di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Ravenna per imparare le tecniche tradizionali e storiche del mosaico: “Imparare la tecnica antica significa sperimentare in un modo consapevole la tradizione. In questo momento sto lavorando il vetro e il marmo, ma anche con altri materiali”.

Legno bruciato, sughero e spilli, materiali nuovi per il mosaico, ma che - con Samantha Holmes - sono entrati a far parte della sperimentazione: “Quando sono arrivata a Ravenna ho realizzato un primo mosaico astratto. In questa opera le tessere sono realizzate con legno bruciato e al naturale, le prime stanno a significare la mia difficoltà nel parlare la lingua italiana e la mia difficoltà ad esprimermi e quindi a farmi conoscere per quello che in realtà sono, con disinvoltura e autenticità, mentre quelle in legno naturale rappresentano le poche parole che avevo studiato della lingua italiana”.

Per l’artista il fascino del mosaico è lo strano equilibrio tra la distruzione e la costruzione: “Rompere rocce, marmo e vetro per creare qualcosa di nuovo mi affascina molto - spiega Samantha - Inoltre mi piace indagare sulla condizione dell’uomo e far emergere la traccia della violenza, sempre in agguato, che nelle mie opere viene rappresentata dalla frattura dell’immagine. In tutto questo c’è anche un collegamento alla storia di mosaico, che era usato per raffigurare persone e scene auliche come santi, ma anche politici. Prendendo spunto da tutto questo, i protagonisti dei miei mosaici li ergo a protagonisti di questa tecnica e proprio per questo diventano degni di essere raffigurati”.

Anna Budini