La prorompente leggerezza dei corpi

Le forme sinuose di Elena Valentini. Con "Paper glass" è l'allieva dell'Accademia vincitrice del concorso MOMA

La prorompente leggerezza dei corpi
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14/aprile/2011 - h. 15.09

RAVENNA - E’ lei la vincitrice del concorso MOMA e sarà la sua Paper glass la nuova etichetta del vino MOMA, dopo quella dedicata a Giorgio Morandi. Elena Valentini, studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, è la vincitrice della prima edizione del Concorso MOMA (MyOwnMasterPiece), ideato da Umberto Cesari e promosso in collaborazione con Design Center Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e proprio l’etichetta vincitrice è stata proclamata a Vinitaly 2011.

L’etichetta di Elena Valentini era stata selezionata insieme ad altri quattro finalisti dalla giuria del premio – composta da Gianmaria Cesari, amministratore delegato della Umberto Cesari; Carlo Branzaglia, docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna; Graziano Spinosi, docente dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna; Gianfranco Maraniello, direttore Mambo e Silvia Evangelisti, direttore artistico Artefiera - tra gli oltre trenta studenti delle Accademie di Bologna e Ravenna che hanno aderito all’iniziativa. Una grandissima soddisfazione per l’Accademia di Ravenna dal momento che ben tre dei suoi allievi (su cinque) sono stati selezionati dalla giuria ed ora l’etichetta vincitrice può essere visionata sul web www.umbertocesari.it e sul sito internet dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

Ma tornando ai lavori di Elena Valentini emerge una ricerca nelle forme dilatate, descritti attraverso gli elementi materici e i contorni vitali che sembrano lievitare. Corpi dalle forme abbondanti che riprendono possesso dello spazio per essere rappresentati ancora, non necessariamente nello stesso tempo e luogo, per diventare forme nuove, sinuose e leggere, che spiccano il volo danzando allegramente. Opere realizzate solo dai loro contorni, su supporti occasionali, come ad esempio un foglio di giornale, ma anche sculture che, nonostante le dimensioni ridotte, guardandole con certo stupore, riprendono vita e lievitano da protagonisti sulla scena. Le loro forme prorompenti e sensuali incensano i gesti e i ritmi favolistici rendendo tutta quanta la loro bellezza una coinvolgente e appassionante allegorica rappresentazione dell’essere.

Anna Budini