Petali eterni in una pennellata

Le opere iper-realiste di Alessandra Palestini. "La caducità e la bellezza dei fiori invitano alla meditazione sul tempo"

Petali eterni in una pennellata
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28/marzo/2011 - h. 15.30

RAVENNA - Una pittura iper-realista supportata dall’indispensabile scatto della macchina fotografica. Per Alessandra Palestini, allieva dell’Accademia di Belle Arti a Ravenna, dipingere significa riprodurre “i fiori scolpiti dalla luce del sole”. E in tutto questo la fotografia diventa un elemento essenziale, attraverso la quale la realistica documentarietà mantiene volti, gesti, ambienti e situazioni che, altrimenti, andrebbero persi col tempo. Il clic ferma quindi il movimento, congelandolo.
“Nel mio lavoro - spiega Alessandra - da una parte mi aiuto con la fotografia per raggiungere la precisione dei dettagli del fiore e, dall’altra, cerco con la pittura di avvicinarmi il più possibile alla realtà della fotografia, fino ad arrivare a qualcosa che rimandi ad un lavoro di tipo iper-realista”.

Protagonisti delle tele della giovane pittrice di Cesenatico sono i fiori: “Perché sono soggetti che in qualche modo sono sempre sotto i nostri occhi ma che, in realtà, per le loro dimensioni, non sempre sono presi in considerazione e ritenuti importanti al pari di altri soggetti. Per questo - prosegue Alessandra - scelgo i fiori, che in natura si trovano di piccole dimensioni e li riproduco in grande per poter far cogliere, a chi li guarda, quelle minuscole caratteristiche e sfumature, che sfuggono ad una visione frettolosa, ma che solo uno sguardo attento è capace di catturare. In questo modo si può dire che faccio un’operazione di tipo astrattiva perché, utilizzando la tecnica dello zoom, si ingrandisce e si isola un particolare, un dettaglio, che solo in questo modo diventa irriconoscibile, perde l’originaria forma del soggetto e le pennellate nella tela diventano macchie di colore e materia”.

Opere e pennellate impercettibili che ricordano i fiori di Georgia O’Keeffe: “I suoi ingrandimenti, andando ad occupare tutta la tela, perdono la loro riconoscibilità, distaccandosi completamente dalla tradizionale natura morta - spiega Alessandra - In questo modo i contorni, i toni e i colori usati dalla O’Keeffe, trasformano i soggetti originari in potenti immagini astratte”.
Colore, profumo e una temporalità a volte impercettibile: “In natura ci sono tonalità e sfumature incredibili, senza dimenticare il profumo, la forma e le dimensioni, a volte i fiori sono così piccoli, ma comunque ricchi di dettagli - conclude Alessandra - Inoltre mi colpisce anche il fatto che il fiore sia facile da reperire, ma allo stesso tempo non duri eternamente, per cui è bello poter fermare il tempo e cogliere dettagli che altrimenti andrebbero persi. Per cui la caducità dei fiori reali convive con l’eternità dei fiori dipinti, e i fiori, per la loro bellezza e, soprattutto, per la loro breve vita, invitano alla meditazione sul tempo”.

Anna Budini