Impercettibili dettagli della vita

Secondo appuntamento del giovedì alla scoperta dei talenti dell'Accademia di Belle Arti. Con Francesca Gazzotti gli oggetti diventano arte

Impercettibili dettagli della vita
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03/marzo/2011 - h. 12.22

RAVENNA - Con Francesca Gazzotti il semplice e, a volte, insignificante oggetto della vita quotidiana assurge ad opera d’arte, rivelando anche la decoratività della stessa forma e dei suoi dettagli, a volte impercettibili. Francesca si è diplomata quest’anno con 110 e lode all’Accademia di Belle Arti a Ravenna e ha fatto della tecnica del mosaico la sua sperimentazione. Piccoli oggetti della vita quotidiana messi sotto il microscopio e trasformati in grandi sculture, realizzate con vetro e murrine. E anche la componente ironica fa parte dell’arte di Francesca Gazzotti che si ispira a Claes Thure Oldenburg, artista e scultore statunitense, appartenente alla corrente della Pop Art. Anche per questo artista la scelta dei soggetti ricade sui prodotti alimentari e non, invece, come tutti gli adepti di Andy Wharol, sulla società di massa contemporanea.

Francesca nelle sue opere sceglie semplici pillole ingigantite, come ad esempio Pill e ancora immagini di cellule, globuli, chicchi di caffè (Macro Vision) e lucidi lecca-lecca (Sweet Lick). Poi per questa giovane artista c’è una passione che la contraddistingue: la ricerca sulla tematica del teschio: “L’opera N.D.P. vuole essere un ibrido tra le credenze e le usanze tibetane nella decorazione dei crani dei defunti, incidendoli a mano con simboli religiosi per proteggere le anime dei cari nell’aldilà, e una delle opere più conosciute attualmente nel mondo artistico For the love of God di Damien Hirst. Inoltre c’è anche la cultura maya. Questo popolo considerava il teschio come un oggetto positivo, custode del cervello - spiega Francesca Gazzotti - è un’opera è rivestita di murrine bianche per riprendere la forma dei brillanti incastonati in For the love of God e di perline poste in modo da ricordare le incisioni dei tibetani, mentre i disegni floreali con croci cattoliche sono ripresi dai più recenti disegni messicani”.

Tornando agli oggetti della vita quotidiana, Francesca ama descrivere la sua arte come: “Ai semplici oggetti, che magari a volte neanche notiamo, cerco di dare importanza, a volte anche con ironia. E’ il caso di Pill. Questa opera è stata realizzata per una mostra che si intitolava ’Oralità’, inteso come dialogo, comunicazione e parola. In questo caso è stato reinterpretato ironicamente, raffigurando una pillola da assumere per via orale, appunto. Un altro esempio è Sweet Lick, un lecca-lecca ingrandito, un oggetto innocente e vivace da negozio di dolciumi, ma questa volta fatto di vetro e murrine ed esposto in una sala espositiva, un oggetto che diventa quasi grottesco”. Poi c’è l’opera Macro Vision: “In questo caso si può avere una visione anormale di un oggetto che solitamente ci appare piccolissimo oppure in forma liquida o in polvere. Il chicco è realizzato con veri chicchi di caffè e posto su una montagna di chicchi, quasi come se si siano voluti agglomerare per dar forma a quello gigante”.

Francesca Gazzotti attualmente è impegnata, insieme a Roberta Grasso, Silvia Naddeo e Elena Minascurta, in un’opera monumentale esterna che ad aprile verrà installata a Carraie, in provincia di Ravenna: “Si tratta di una scultura in mosaico raffigurante un mondo sorretto da una mano, come simbolo di pace - conclude Francesca - Un gruppo di ex partigiani ha indetto un concorso in una scuola elementare, il concorso è stato vinto da una bambina che ha realizzato un disegno che noi andremo a realizzare in scultura”.

Anna Budini