Mosaico e cucina, inedito connubio

La sperimentazione di Silvia Naddeo. Da oggi, ogni giovedì, un viaggio tra i talenti dell'Accademia di Belle Arti

Mosaico e cucina, inedito connubio
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24/febbraio/2011 - h. 12.24

RAVENNA - Guardare al mosaico come ad una delle forme artistiche più anarchiche ed affascinanti. Un’avventura che, nell’orizzonte multimediale dell’arte contemporanea, utilizza la “tattica” dello sconfinamento e gioca abilmente una partita doppia, nella quale la mano e la mente sono complici, con risultati a volte imprevedibili.

E’ il caso di Silvia Naddeo, allieva dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, diplomata al primo livello con il voto finale di 110/110 e lode, e che ora frequenta il secondo anno del biennio di specializzazione di Mosaico. L’artista, con l’opera musiva “Eat Meet”, si è aggiudicata il primo Premio Nazionale delle Arti per la decorazione. La stessa opera, una gigantesca carota assemblata con coloratissimi smalti e murrine, realizzata col workshop di ricerca musiva condotto da Dusciana Bravura, era stata presentata anche al Festival RavennaMosaico.

Una giovane artista del futuro (Silvia ha 26 anni) che ama sviluppare e perfezionare la propria tecnica musiva caratterizzata dalla ricerca e dalla sperimentazione dei materiali, non perdendo di vista la conoscenza dei procedimenti legati al restauro. Nelle sue opere l’alta tradizione ravennate viene coltivata appassionatamente e dà frutti di grande qualità estetica, anche aprendosi a nuovi contesti. Idee di rottura, progetti che contestano quella straordinaria tecnica e sperimentano nuovi materiali, con originali modi di operare, avulsi da regole e schemi propri della tradizione. Con Silvia gli oggetti della vita quotidiana vengono reinterpretati con materiali inediti e accostamenti che regalano all’opera una creatività nuova e straordinariamente originale.

“L’opera ’E al di fuori il caos’ è uno dei miei primi lavori - spiega Silvia Naddeo - in questa colonna ho sperimentato materiali nuovi e, nel caso specifico, cannucce colorate tagliate un po’ come si fa con il mosaico”. Una particolarità dell’arte di Silvia è quella d’intrecciare la cucina e l’alimentazione con l’arte del mosaico: “La cucina è la rappresentazione della cultura e di un’epoca storica e credo che la preparazione culinaria sia molto vicina a quella del mosaico - continua Silvia - tagliare, cucinare e confezionare seguono, di fatto, le stesse procedure che vengono utilizzate per il mosaico. E proprio da questo sono nati gli ’Sweet Things’ dei quali fa parte anche ’Eat Meet’, la carota che ha ricevuto il Premio. Inoltre quando lavoro amo regalare all’opera finita anche il senso del tatto, quindi ad esempio nel panetto di ’Sweet Things’ ho utilizzato il silicone, così come gli zuccherini dei dolcetti sono stati realizzati con il marmo di Carrara”. Insomma un connubio perfetto tra scultura e mosaico: “Amo lavorare sulle opere grandi, per questo non sento molto vicini i gioielli, che fanno parte di una sperimentazione con piccole tessere musive”.

Anna Budini