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Se ne è andato Valerio Negrini, il poeta dei Pooh

E’ stato uno dei fondatori del gruppo, batterista e paroliere, autore di grandi successi come Tanta voglia di le e Pensiero

Se ne è andato Valerio Negrini, il poeta dei Pooh
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04/gennaio/2013 - h. 11.53

MILANO - Lutto nella musica italiana. È morto a 66 anni Valerio Negrini a causa di un infarto, musicista e paroliere, noto per essere il fondatore nonché l'autore di tanti successi dei Pooh. Nato il 4 maggio del 1946 a Bologna, fu prima batterista e talora voce solista. E' stato ribattezzato da molti "il quinto Pooh" ma lui non gradiva questa definizione. Lascia tre figlie: Alice nata nel 1979, Linda nel 1990 e Ginevra nel 2006. E la moglie Paola con cui era sposato dal 1995. I Pooh nacquero come gruppo proprio grazie all’incontro di Valerio Negrini con Mauro Bertoli. I due fondano nel 1964 i Jaguars, ma la band deciderà poi, a causa dell’omonimia con un altro complesso, di cambiare nome in Pooh nel 1966. La prima formazione dei Jaguars/Pooh era così composta: Valerio Negrini (batteria), Mauro Bertoli e Mario Goretti (chitarre), Giancarlo Cantelli (basso) e Bruno Barraco (tastiere) Dopo il 1971 Valerio Negrini, pur non facendo più parte ufficialmente del gruppo e lasciando le bacchette della batteria a Stefano D’Orazio, continua ad essere una figura fondamentale per i Pooh, diventando l’autore della maggior parte dei successi della band. E’ stato spesso definito “il quinto Pooh”, definizione che in realtà non gli andava molto a genio. Il primo grande successo firmato da Valerio Negrini, nel 1971, è “Tanta voglia di lei”, con l’inconfondibile incipit “mi dispiace di svegliarti, forse un uomo non sarò, ma ad un tratto so che devo lasciarti, fra un minuto me ne andrò”. Poi , l’anno dopo, il bis con “Pensiero^. Con Negrini se ne va una parte fondamentale della storia dei Pooh e, con loro, della musica leggera italiana. A ricordarlo con commozione è Stefano D’Orazio, “erede” di Negrini: “Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso. E’ una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile, buon viaggio amico mio”.