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Galletti Abbiosi, chiusa l'indagine

Sarà il Pm a decidere per il rinvio a giudizio o per l'archiviazione. Sarebbero però almeno tre le persone che potrebbero ricevere la richiesta di rinvio a giudizio

L'ingresso del Galletti Abbiosi

Foto Paolo Genovesi

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03/novembre/2011 - h. 11.25

RAVENNA - Sarebbero almeno tre le persone che potrebbero ricevere la notifica di conclusione indagini per l'inchiesta sull'ostello Galletti Abbiosi, l'ex orfanotrofio di via di Roma finito dall'ottobre 2009 sotto i riflettori dei carabinieri per il presunto utilizzo inappropriato dei fondi (5 miliardi di lire) stanziati nel 1999 in occasione del Giubileo, e destinati alla ristrutturazione della struttura. Stando a quanto riporta Il Resto del Carlino, il pm titolare dell'inchiesta, Monica Gargiulo, sarebbe pronto a percorrere la strada del rinvio a giudizio, notificando agli indagati l'ipotesi di reato. Quella presentata in Procura due anni fa parlava di malversazione ai danni dello Stato, riferendosi all'anomala trasformazione dell'ostello: con l'arrivo dei fondi pubblici stanziati per fare della struttura un punto di accoglienza per i pellegrini diretti a Roma al Giubileo del 2000 (poi sarebbe dovuta diventare uno studentato universitario), l'ostello era poi magicamente diventato nel 2004 un albergo di lusso. Il registro degli indagati della procura faceva invece riferimento a truffa aggravata, iscrivendo anche il tesoriere della curia, monsignor Guido Marchetti e il titolare della società di gestione dell'albergo, la Ayr di Raffaele Calisesi.

Altra storia invece quella delle ex orfanelle e della tanto discussa eredità lasciata dal conte Carlo Galletti Abbiosi. Una causa avviata tre anni fa da oltre cento donne che furono ospitate nel palazzo del conte deceduto nel 1867, nel cui testamento disponeva che i propri averi sarebbero dovuti andare proprio alle orfanelle. Beni secondo la causa intentata mai investiti secondo quanto disposto nelle ultime volontà. Tanto che nella causa civile - la cui udienza è fissata per il prossimo aprile - aveva tirato in ballo la Fondazione Galletti Abbiosi, presieduta dal vescovo di Ravenna monsignor Giuseppe Verucchi.