RomagnaNoi il portale della romagna

Altre News

Attualità

17 / maggio / 2012
A Imola i più ricchi di Romagna

Cronaca

17 / maggio / 2012
Arrestato il finto medico dei chakra

Cronaca

17 / maggio / 2012
Bianchini, revocati i domiciliari

Cronaca

17 / maggio / 2012
Incendio al ristorante "Osteria della Se...

30/11/2011 12:33

IMOLA - “La Clinica mobile continuerà nel suo lavoro. Quello che oggi è più difficile è però fabbricare gli eroi. E senza di loro, la clinica non ha più bisogno di me”. Il dottor Claudio Costa ridurrà il suo impegno nel centro medico che seguendo il motomondiale, ha rimesso in sella campioni feriti ma battaglieri, incapaci di scendere dalle due ruote nonostante traumi e ferite. Piloti che dopo la caduta facevano ingresso nella clinica nata nel 1976 per uscirne bendati e pronti a tornare in pista. Una razza di corridori che, spiega il medico, “non c'è più”.

“Oggi la scienza aiuta di più e il mio lavoro diventa limitato. La scienza promette la salvezza, pagandola però con il distacco, con l'assenza dalle corse. Io ero il medico che rimetteva in sella, ovviamente con il via libera della commissione sanitaria, piloti che, seppur feriti, volevano tornare immediatamente in gara. E oggi c'è meno richiesta della mia 'magia' che li aiutava ad arrivare in fondo alla loro favola”.

Non ci sono più eroi, mancano gli indomiti di 'in moto ad ogni costo' e il dottor Costa, come lui stesso sottolinea: “non è più richiesto come fabbricante di eroi. La scienza si è seduta su un trono che fa scomparire i piloti dal mondo delle corse. Li cura, ma con lunghe soste e degenze”. “Ovviamente alla Clinica mobile non facevamo correre piloti senza il via libera delle commissioni sanitarie. Ma ora ho meno richieste e non c'è più così bisogno di me”.

Un addio al circuito? “Assolutamente no, solo che lavoreremo a ritmi ridotti e non occorre che io gli dedichi tutto quel tempo che gli dedicavo prima. Intorno ai piloti ci sono più persone che decidono e li fanno sparire dal mondo della corsa”.

Il ruolo della scomparsa di Simoncelli in questa decisione? “C'entra eccome. Lui era uno di quelli che mi occupava a tempo pieno. Adesso ho perso la mia fonte di lavoro, quel folle che mi teneva impegnato a tempo pieno”.

Federico Tosi

condividi l'articolo:

utenti hanno condiviso questo articolo

Commenta l'articolo

effettua il login per commentare

Ci sono 0 commenti