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Centinaia di canocchie spiaggiate a Punta Marina

Uccise dal gelo, diventeranno il pasto delle tartarughe dell'ospedale dei cetacei

Centinaia di canocchie spiaggiate a Punta Marina
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12/febbraio/2012 - h. 14.21

PUNTA MARINA - Con quello che costano (a Capodanno anche 30 euro al chilo), sapere che andranno a sfamare le tartarughe di Riccione, un po’ infastidisce. Ma, del resto, altro destino non poteva esserci per quelle canocchie morte spiaggiate, assieme a vongole, cozze e conchiglie assortite, sulla battigia di Punta Marina. Il killer della Squilla mantis, nome scientifico della nostra canocchia, è il gelo polare di questi giorni. Questo tipo di crostacei, infatti, non tollera le temperature sotto lo zero e, quando nuota su fondali relativamente bassi (dalla fanghiglia esce, per mangiare e per riprodursi, solo di notte), avverte il freddo e, spesso, ne rimane vittima. A portarle a riva, poi, ci pensa la corrente che, in questi giorni, ha soffiato violenta sul litorale ravennate. 

Ieri, a Punta Marina, se ne contavano a centinaia, un vero strazio per i gourmet del “brodetto”, viste le tariffe astronomiche con le quali le canocchie vengono vendute al mercato del pesce. Ma perchè tanto “bendiddio” non venisse disperso, qualcuno ha opportunamente allertato i volontari della Fondazione Cetacei di Riccione, che sono giunti sulla costa ravennate “armati” di sacchi capienti. Le canocchie, infatti, saranno utilizzate come cibo per sfamare le tartarughe ospitate presso l’Ospedale delle Tartarughe gestito dalla Fondazione stessa.