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"Allarme" donne: il pene degli italiani si accorcia

Così risulta da uno studio del Dipartimento per la Patologia della riproduzione umana dell’università di Padova

"Allarme" donne: il pene degli italiani si accorcia
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26/febbraio/2012 - h. 14.07

PADOVA - L'Università degli studi di Padova, il cui Dipartimento per la Patologia della riproduzione umana ha svolto uno studio sulle misure del pene dei maschi italici, rivela che in sessant'anni il pene degli italiani è diventato un centimetro più corto. La ricerca è stata condotta su un campione di 2019 soggetti aventi tutti 19 anni. Risultato? Il pene dei giovani italiani sarebbe più corto di almeno un centimetro rispetto ai coetanei di sessant'anni fa: nel 1948 si attestava a 9,7 cm, nel 2001 a 9, e nel 2012 scende addirittura a 8,9 cm.

Così lo spiega il professore che ha condotto lo studio: “L'ipotesi più probabile è che ci siano cambiamenti ambientali che in qualche modo influiscono sul sistema endocrino. Un ruolo importante gioca anche il grado di obesità nella casistica analizzata il 18% dei giovani era soprappeso o obeso e il grado di obesità correla con le variazioni delle strutture scheletriche. L'obesità infatti influenza negativamente la produzione di ormoni durante l'età dello sviluppo. Per questo la lunghezza del pene è inversamente proporzionata all'obesità”.

Nella classifica mondiale è confermato che gli africani sono i più dotati, gli asiatici i meno. A disegnare la mappa delle misure genitali nel mondo è stato il sito targetmap.com, basandosi sia su studi universitari o medici, sia su rilevazioni senza troppe pretese scientifiche, ma comunque indicative. Primi, su 115 popoli analizzati, sono risultati i congolesi, ultimi i sudcoreani. I brasiliani sono i più dotati tra i Paesi emergenti, i libanesi nel Medioriente, mentre tra i piccoli è faccia a faccia Usa - Russia. In Europa, solo la Francia rientra nella top 20, staccandoci di 11 posizioni, ma anche noi comunque ci difendiamo bene al 29° posto, poco sotto i cubani. E se invece dei valori assoluti si prende il rapporto tra misure e quoziente d’intelligenza medio, le gerarchie cambiano: noi quarti, loro decimi.