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Ravennate il "Catarro" di Dalla, che in avaria ispirò "Caruso"

L'imbarcazione del cantautore bolognese ormeggiò a lungo al circolo velico di Marina

Ravennate il "Catarro" di Dalla, che in avaria ispirò "Caruso"
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05/marzo/2012 - h. 19.54

RAVENNA - Sul campanello di casa a Bologna, al posto del suo vero nome aveva fatto mettere “commendator Domenico Sputo". Armato della stessa ironia, aveva battezzato la sua barca "Catarro". Ma questa non è solo la storia della barca di Lucio Dalla, un motorsailer a due alberi. Questa è anche la storia di un successo planetario, “Caruso". Il Catarro, che era uscito nel 1983 dal cantiere Navale dell'Adriatico Mondolfo-Marotta, nel Pesarese, era poi stato immatricolato a Ravenna con la sigla "Ra 3971 D" tanto che a lungo lo si era visto ormeggiato al circolo velico di Marina.

Tutto in legno ricoperto in teak, era lungo 16 metri (bombresso e plancetta di poppa compresi), largo 4,30, aveva una stazza lorda di 21,44 tonnellate e un pescaggio - deriva compresa - di 1,80 per un totale di 10 posti (due d'equipaggio). Ma nonostante una superficie velica di 76 metri quadri e un motore Aifo 8360 a gasolio 6 cilindri da 132 hp, non era esattamente una saetta. Al massimo, secondo chi vi era salito a bordo, si spingeva a 8-9 nodi. La ragione è intuibile: Dalla là sopra ci aveva fatto allestire una vera e propria camera di registrazione. E così lo scafo era stato bilanciato con pesi opportunamente sistemati.

Un giorno
era accaduto che il Catarro avesse avuto un'avaria nel golfo napoletano di Sorrento. E in attesa che il guasto fosse riparato, Dalla era stato ospitato all'hotel Vittoria, lo stesso nel quale più di 60 anni prima era morto il tenore Caruso. Ed così che aveva composto la celeberrima canzone, almeno secondo quanto lui stesso avrebbe più tardi confermato in un incontro organizzato a Milano nell'aprile 2002 dalla Fondazione Corriere della Sera. Per quanto riguarda il Catarro, è poi stato ceduto a un imprenditore ravennate del settore del legno amico di Dalla. E da questi è passato a un imprenditore veneziano del settore dello shipping alla cui famiglia ancora appartiene. Oggi è ormeggiato a Jesolo.