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Morti bianche, allarme in regione: già 40 casi nel 2012

L'Emilia-Romagna tra le zone più a rischio. Tra Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini i morti sono 8. Record italiano a Modena: 17 infortuni sul lavoro

Morti bianche, allarme in regione: già 40 casi nel 2012
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28/agosto/2012 - h. 15.28

ROMAGNA - Tre infortuni mortali a Ravenna, altrettanti a Forlì-Cesena, due a Rimini: sono i dati delle morti bianche del 2012 (aggiornati al 31 luglio scorso) che diffonde l'osservatorio sicurezza Vega Engineering. Lo studio stila una classifica delle province meno sicure in Italia (la peggiore è Grosseto) ordinata a seconda dell'indice di incidenza (numero di infortuni mortali ogni milione di occupati, si tratta quindi della misurazione del rischio effettivo). In Romagna l'indice più alto (17,2) è quello ravennate. La città dei mosaici è 46esima in classifica. Due gradini più sotto c'è Forlì-Cesena (17,1) mentre Rimini è la più sicura. La provincia riminese è al 55esimo posto con un indice di 15,3.

L'Emilia Romagna non se la passa bene: Modena ha il primato italiano delle morti bianche (17) e solo l'alto numero di occupati (oltre trecentomila) abbassa l'indice di incidenza (55,9) che punisce invece Grosseto. Nella città toscana dall'inizio dell'anno ci sono stati nove morti su un numero piuttosto basso di occupati: appena 93mila. L'indice è 93,5. Nessuna provincia emiliano-romagnola registra quota “zero" infortuni mortali. A Ferrara ce ne sono stati 5 (indice 32,6), a Reggio Emilia 4 (17,1), a Piacenza 2 (16,2), a Parma 2 (10,1) e a Bologna 2 (4,5). Guardando alle percentuali, l'Emilia Romagna è la quinta regione meno sicura in Italia. Se si prendono in considerazione i numeri assoluti, però, la nostra regione è seconda con 40 morti bianche. A far lievitare il dato anche gli eventi sismici di maggio. Peggio fa solo la Lombardia, a quota 41. Terzo posto per la Toscana (30).

Importante sottolineare che questi morti sul lavoro sono “depurati" dagli infortuni in itinere, quelli che si registrano per incidenti stradali mentre ci si reca al lavoro. In Italia sono 308 le vittime del lavoro registrate nei primi sette mesi del 2012 contro le 300 del 2011 con un incremento del 2,7 per cento. Nei soli mesi di giugno e luglio sono morti 100 lavoratori. “Come fossero deceduti in due mesi tutti i dipendenti di una media azienda", scrive l'osservatorio.

La principale causa di morte  provocata da una caduta dall’alto (22,7 per cento), seguita dal ribaltamento di un mezzo in movimento (22,1 per cento). Al terzo posto lo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (17,5 per cento). Seguono eventi atmosferi e sismici (6,2 per cento) a pari merito contatto con ingranaggi in movimento.

L'analisi per settore evidenzia come il maggior numero di morti bianche avvenga in agricoltura (37,8 per cento del totale); nel settore delle costruzioni invece è deceduto il 24,8 per cento dei lavoratori. L’8,1 per cento degli eventi mortali è stato rilevato nel commercio e nelle attività artigianali; mentre il 6,2 nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni.

Sono cinque i casi totali di morti bianche femminili. Nel restante 98,4 per cento dei casi sono stati gli uomini a perdere la vita. Nel 12,9 per cento di casi (39 in tutto) le vittime sono straniere, i rumeni i più numerosi.Le fasce d’età più colpite sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni (77 vittime), quella dei 35 - 44enni (63 morti), degli ultrasessantacinquenni (62). Rispetto alla popolazione lavorativa l’indice di incidenza più preoccupante è quello degli ‘over 65’ (165).

Am